Aire, agevolato chi torna in Italia

30 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Per le persone fisiche l’agevolazione più rilevante è quella riguardante il regime degli “impatriati”, consistente nella detassazione di parte del reddito di lavoro dipendente, autonomo e d’impresa prodotto da soggetti che trasferiscono la residenza fiscale in Italia dal 2020. 

L’agevolazione è particolarmente rilevante sia sul piano dell’abbattimento dell’imponibile (si passa dal 50 al 70% e si può arrivare al 90%) che su quello temporale (spetta per ulteriori 5 anni, in presenza di determinate condizioni). Occorre non aver avuto la residenza nel nostro Paese nei 2 anni precedenti e che l’attività sia qui prestata in modo prevalente (almeno 183 giorni): sono state così risolte le problematiche su distacchi e trasferte. 

I cittadini non iscritti all’Aire, rientrati in Italia dal 2020, possono fruire dei benefici «purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una Convenzione contro le doppie imposizioni». In presenza delle stesse condizioni i cittadini rientrati prima del 2020 possono fruire dei benefici fiscali ante modifiche per i periodi d’imposta per i quali hanno ricevuto un atto impositivo impugnabile od oggetto di contenzioso pendente ovvero non sono decorsi i termini di decadenza per l’accertamento. Non possono, però, essere rimborsate le imposte già versate «spontaneamente». 


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