Assegno al nucleo con domanda all’Inps

24 Marzo 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Dal 1° aprile le domande di assegno per il nucleo familiare (Anf) dovranno essere presentate all’Inps e non più al proprio datore di lavoro. Lo ha reso noto l’istituto di previdenza con la circolare 45/2019, diffusa ieri.
La domanda deve essere trasmessa dai lavoratori esclusivamente in via telematica direttamente o rivolgendosi a patronati e intermediari. La novità riguarda i dipendenti di aziende non agricole del settore privato.


La variazione si innesta in un momento in cui è in corso la corresponsione dell’Anf per il periodo 1° luglio 2018–30 giugno 2019. Le domande già presentate sono valide. Sino al 31 marzo sarà possibile accogliere domande cartacee che potranno seguire l’iter applicato sinora, ma il relativo conguaglio potrà essere effettuato, al massimo, nella denuncia uniemens relativa al mese di giugno 2019 (pagata e trasmessa rispettivamente entro il 16 e il 31 luglio 2019), pena l’impossibilità di recuperare le somme anticipate.


Dal prossimo mese le istanze saranno solo telematiche e l’Inps provvederà a determinare la spettanza, nonché l’importo dell’Anf, e a comunicarlo al datore di lavoro per mezzo di una specifica utility, disponibile nel cassetto previdenziale aziendale dal 1° aprile. Resta comunque l’obbligo – in capo al lavoratore nei casi previsti – di presentare domanda di autorizzazione, la quale, tuttavia, non sarà più inviata al richiedente, che sarà avvisato dall’Inps solo se la domanda verrà rigettata. Una nuova domanda telematica di variazione andrà inoltrata se cambiano le condizioni di fruizione o la composizione del nucleo familiare.


Non viene modificata, invece, la modalità di erogazione degli assegni che, nella generalità dei casi, resta in capo al datore di lavoro, il quale provvederà al recupero degli importi pagati con il collaudato sistema del conguaglio. Con il nuovo meccanismo, il datore potrà conguagliare Anf arretrati esclusivamente riferiti a rapporti intrattenuti col richiedente. Le somme relative a contratti pregressi dovranno essere liquidate dai precedenti datori di lavoro.


Nella circolare l’Inps precisa che quanto prima saranno illustrate le nuove modalità di compilazione del flusso uniemens nei casi di conguaglio di Anf arretrati e le caratteristiche dell’utility che servirà alle aziende per conoscere l’ammontare dell’Anf da erogare. 

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