Assegno familiare, dati sospetti da controllare

Da novembre, previa delega da parte del lavoratore e dei suoi familiari, anche i datori di lavoro possono trasmettere l’istanza, direttamente o tramite propri intermediari. La nuova funzione, presente nell’apposita sezione del cassetto previdenziale aziende, prevede la possibilità di presentare una nuova domanda, di consultare e variare quelle già presenti.

Importante segnalare che, se a trasmettere la richiesta è il datore di lavoro, è su quest’ultimo che gravano la raccolta e la custodia dei dati e delle informazioni trasmesse dal lavoratore; sempre il datore, inoltre, deve garantire il rispetto delle norme sulla privacy.

Anche se è il datore di lavoro a trasmettere all’Inps i dati, utilizzando le sue credenziali, si ritiene che lo stesso non abbia l’obbligo di verificare nel merito la documentazione del dipendente ma, alla stregua di quanto avveniva nel passato, possa limitarsi a ricevere una dichiarazione del lavoratore resa su un documento simile al modello Anf/Dip, attestante la composizione del nucleo familiare, i redditi posseduti, compresa la delega a favore dell’azienda, legittimante la trasmissione dell’istanza. Tuttavia, se le informazioni rese dai lavoratori fossero in palese contrasto con le situazioni note al datore (per esempio una discrasia sulla composizione del nucleo familiare), è opportuno che quest’ultimo attui le necessarie verifiche. 


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Tiziano Beneggi

Dicembre 22, 2019

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