Aziende titolari dei segni storici, disponibili i fondi di sostegno

19 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Introdotto anche in Italia il concetto di marchio storico di interesse nazionale.

I titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa, utilizzati per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale, registrati da almeno cinquant’anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquant’anni, hanno la possibilità di ottenere l’iscrizione del marchio nel Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale istituito presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi.

E’ stato inoltre costituito il Fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale presso il ministero per lo Sviluppo economico che opera mediante interventi nel capitale di rischio di quelle imprese che, per motivi economici, finanziari o tecnici, hanno deciso di chiudere il sito produttivo di origine o comunque quello principale, per cessazione dell’attività o delocalizzazione fuori dal territorio italiano.

La norma ha lo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attività produttiva sul territorio nazionale e disciplina il procedimento di individuazione degli interventi di sostegno ad aziende titolari di marchi storici, da finanziare con le risorse del Fondo di tutela. La procedura di utilizzo delle risorse del Fondo viene attivata su iniziativa dell’impresa, ma il legislatore ha introdotto anche l’obbligo per titolari o licenziatari di marchi storici di notificare senza ritardo al Mise le informazioni relative a progetti di chiusura o delocalizzazione degli stabilimenti: la violazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 50mila euro.

Si tratta quindi di un processo di responsabilizzazione dei titolari di marchi storici del Made in Italy, i quali da un lato sono tenuti a informare tempestivamente il ministero dello Sviluppo di ogni progetto di localizzazione che possa condurre a forme di licenziamento collettivo e, dall’altro, possono giovarsi di un sostegno pubblico per avviare una ristrutturazione dell’impresa.


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