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Benefici contributivi e normativi anche con regolamento

I benefici contributivi e normativi spettano anche alle aziende che applicano un regolamento interno per la gestione dei rapporti di lavoro in luogo di un ccnl. A condizione, però, che i regolamenti prevedano un trattamento economico e normativo equivalente al contratto collettivo nazionale del settore di riferimento.

L’azienda può utilizzare i benefici a condizione che ci sia, tra le altre cose, «il rispetto» degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.

I chiarimenti dell’Inl si limitano alla norma che detta le condizioni per beneficiare delle agevolazioni contributive e non anche alle altre norme che invece, delegando funzioni sussidiarie alla legge, individuano espressamente i ccnl delegati. È il caso, ad esempio, sul tema di preavviso per il lavoro supplementare nei contratti part-time, delle forme «determinate dai contratti collettivi», oppure quando si fa salva la durata massima del contratto a termine facendo riferimento alle «disposizioni» dei contratti collettivi. La circolare giunge a questa lettura sostanziale del testo normativo «a prescindere di quale sia il contratto collettivo applicato o, addirittura, a prescindere da una formale indicazione, abitualmente inserita nelle lettere di assunzione, circa la applicazione di uno specifico contratto collettivo». In questa prospettiva, anche le aziende che hanno deciso di adottare un regolamento interno “equivalente” al ccnl di settore potranno godere dei benefici contributivi. 


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@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

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