Bitcoin, riporto in RW

09 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Le persone fisiche, gli enti non commerciali e le società semplici devono compilare il quadro RW, in caso di detenzione di «investimenti all’estero ovvero di attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia». Elemento rilevante sotto il profilo territoriale risulta dunque che le attività vengano detenute al di fuori del territorio dello Stato italiano

Nelle ipotesi in cui sussiste l’obbligo di indicazione delle valute virtuali nel quadro RW, il criterio del costo appare l’unico parametro coerente e peraltro risolutivo delle numerose questioni che la disponibilità di criptovalute può comportare, quali ad esempio airdrop (distribuzione gratuita di token), fork (duplicazione di coin), eccetera.

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