Casse, allineamento ai termini lunghi delle dichiarazioni

20 Luglio 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Le Casse di previdenza si allineano alla proroga delle dichiarazioni per evitare ai professionisti un doppio calcolo del reddito, prima per la Cassa – necessario a quantificare i contributi – e dopo per il Fisco. 

Quest’anno, infatti sono slittati al 30 settembre 2019 tutti i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e Irap (oltre che dell’Iva annuale), che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, per tutti i soggetti che esercitano attività economiche, per le quali sono stati approvati gli Isa (tranne quelli con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro) e a prescindere «dal fatto che gli stessi applichino o meno gli Isa».

Inoltre, a regime, è stata spostata, per tutti i contribuenti (anche non soggetti agli Isa), dal 30 settembre al 30 novembre, la scadenza dell’invio telematico dei modelli dichiarativi (Redditi e Irap), che quest’anno scadranno il 2 dicembre 2019, considerando che il 30 novembre è un sabato.

Naturalmente anche i professionisti iscritti alle Casse di previdenza sono interessati a questo termine per l’invio dei modelli Redditi e Irap e per i versamenti delle imposte e dei contributi generati dagli stessi, come ad esempio i contributi (integrativi e soggettivi) dovuti alla Cassa dei geometri o quelli degli iscritti alla gestione separata Inps, in quanto si tratta di contributi calcolati all’interno del modello Redditi PF. Per gli altri professionisti iscritti alle Casse professionali, invece, la proroga dei versamenti dei contributi integrativi e soggettivi (a saldo per il 2018 e/o in acconto per il 2019), non è stata prevista dal decreto crescita; va quindi fatta un’analisi delle varie delibere che le Casse stanno facendo in questi giorni. Tra chi ha già deciso ci sono Cassa forense ed Enpam (medici). Cassa forense ha deliberato di non applicare sanzioni e interessi per i pagamenti in autoliquidazione connessi alla prima rata del Modello 5/2019, in scadenza il 31 luglio, se effettuati entro il 30 settembre 2019; Enpam ha rinviato al 30 settembre il termine per presentare il modello D per tutti i medici e gli odontoiatri che si sono visti prorogare le scadenze per il pagamento delle imposte. Enpacl (consulenti del lavoro) nel Cda del 25 luglio prenderà atto dei nuovi termini di versamento derivanti dagli Isa e stabilirà una misura idonea per consentire ai consulenti del lavoro di presentare la dichiarazione all’ente oltre il termine attualmente previsto del 19 settembre, senza applicazione di alcuna sanzione. Altre Casse hanno scadenze posticipate e quindi non risentono, se non marginalmente, della proroga. 

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