Comodati, addio a metà alla dichiarazione Imu

20 Luglio 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Sono tante le novità che il decreto crescita riserva ai Comuni e ai contribuenti. 

La prima novità è lo spostamento del termine di presentazione che passa dal 30 giugno al 31 dicembre. Al riguardo si ricorda anche che i contribuenti possono presentare la dichiarazione non solo in forma cartacea, ma anche in modo telematico. Ovviamente, rimane ferma la previsione che la dichiarazione deve essere presentata solo se sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta, e che questa rimane valida anche per gli anni successivi se non si verificano modificazioni dei dati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

Le altre novità riguardano l’abolizione dell’obbligo di presentare la dichiarazione Imu per gli immobili concessi in comodato a parenti. La norma prevedeva espressamente la presentazione della dichiarazione, anche perché tutte le informazioni necessarie al Comune per verificare la spettanza del diritto all’agevolazione non sono immediatamente reperibili dalla banca dati catastale o dall’anagrafe della popolazione. Naturalmente rimane la possibilità per i Comuni di richiedere la presentazione di una specifica comunicazione per il riconoscimento di proprie aliquote agevolate.

Stesso discorso anche per gli immobili locati a canone concordato, per i quali non è più necessario presentare alcuna dichiarazione o comunicazione, fermo restando, anche in questo caso, l’obbligo di presentare una comunicazione, se richiesta dal Comune, per il riconoscimento di proprie aliquote agevolate. Considerato che l’accesso alla riduzione del 25% dell’imposta per gli immobili locati a canone concordato presuppone che il contratto di locazione rechi l’asseverazione di conformità all’accordo territoriale rilasciata da una delle associazioni firmatarie dell’accordo, l’attività di controllo del Comune comporterà necessariamente la richiesta al contribuente di produrre copia del contratto, visto che è informazione non ricavabile neanche dall’anagrafe tributaria. 

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