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Contratto di rete, un’opportunità per imprese e professionisti

È ammessa la creazione di reti «pure» di professionisti (iscritti ad un Albo, ma non al Registro delle imprese) e di reti «miste» di professionisti (imprenditoriali – professionali). Nel caso di reti pure di professionisti, però, al momento, non esiste una previsione che ne consente la pubblicità con l’iscrizione nel Registro delle imprese. 

In questa fase, a legislazione invariata, pertanto, appare possibile – a fini pubblicitari – la sola iscrizione di contratti di rete misti dotati di personalità giuridica. 

Nel caso di reti non soggetto, in cui venga meno la pluralità dei retisti, il mero atto di accertamento da parte dell’unico retista superstite, è sufficiente per poter chiedere la cancellazione del contratto stesso. 

L’85% del totale delle reti presenti nel Registro delle imprese al 3 febbraio 2020 adotta la forma della rete «contratto» (senza soggettività giuridica), il restante 15% in quella della rete «soggetto» (con soggettività giuridica). 

Le 327 reti che hanno partecipato all’indagine effettuata da InfoCamere hanno indicato lo «sviluppo congiunto di progetti di innovazione» (16%) come principale motivo di aggregazione. Significativa anche l’esigenza di fare massa critica e aumentare il potere contrattuale nei confronti degli stakeholder (14%), l’interesse a partecipare a bandi di gara e appalti (11%), l’attivazione di strategie condivise di marketing (10%), la condivisione di acquisti, forniture e tecnologie (9%) e le politiche di brandizzazione della rete (7%).


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@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

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