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Coronavirus, cosa prevede il nuovo decreto: chiusa la Lombardia e 14 province. Limitazioni in tutta Italia

Da oggi 8 marzo vincolo di evitare ogni spostamento nell’intera Lombardia e in quattordici province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche. Non è un divieto assoluto, non si ferma tutto, non si bloccano treni e aerei: sarà possibile muoversi per comprovate esigenze lavorative o per emergenze e motivi di salute.

 

Il Dpcm detta quindi:

  • all’articolo 1 le misure restrittive per l’intera regione Lombardia, e per le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia;
  • all’articolo 2 le misure per tutto il territorio nazionale, valide anche per le aree dell’articolo 1, se più severe;
  • all’articolo 3 le misure di informazione e prevenzione per gli operatori sanitari, gli uffici pubblici, i servizi di trasporto pubblico;
  • all’articolo 4 il monitoraggio sull’attuazione delle misure di tutto il Dpcm. Il monitoraggio è affidato al prefetto, che può utilizzare per i controlli anche le Forze armate e i Vigili del Fuoco. L’articolo detta poi il riferimento all’articolo 650 del Codice penale per quanto riguarda le sanzioni;
  • l’articolo 5 detta la decorrenza e la durata (8 marzo – 3 aprile) e dispone il superamento di quanto dettato con i Dpcm dell’1 e del 4 marzo; – l’allegato ripropone le misure di cautela da osservare nei rapporti interpersonali, quali la distanza di almeno un metro, l’evitare abbracci e strette di mano, usare la mascherina solo se si è malati.

 

In sostanza nel dpcm finale ce ne sono alcune generalizzate per tutta Italia, tra cui lo stop a pub, discoteche, sale gioco e manifestazioni di cinema e teatro. E ce ne sono altre, molto più rigorose, che riguardano un’ampia fascia del nord Italia. “Non c’è più una zona rossa – spiega il premier – scomparirà dai comuni di Vo’ e del lodigiano. Ma ci sarà una zona con regole più rigorose che riguarderà l’intera Lombardia e, appunto, le province di Modena, Parma, Piacenza,Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli,Padova, Treviso e Venezia.

 

Qui fino al 3 aprile saranno limitati i movimenti, salva la possibilità di rientrare a casa propria, e i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 18 e per il resto della giornata garantire distanze di almeno un metro. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a restare a casa, chi è in quarantena ha il divieto assoluto di uscire.

 

Per la Lombardia e le 14 province, inoltre, è prevista la sospensione di attività pubbliche, la chiusura di musei, palestre, piscine, teatri, lo stop ai concorsi pubblici ad esclusione del personale sanitario.

 

Le riunioni di lavoro dovranno essere rinviate e si dovrà privilegiare lo smart working. Ma attenzione. I datori di lavoro potranno mettere in ferie o in congedo i dipendenti.

 

Per tutte queste aree è previsto per i cittadini “di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata o in uscita dai territori, nonchè all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza.

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@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

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