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Coronavirus, i beni che le aziende possono donare

Tra le misure di sostegno all’economia per far fronte all’emergenza Coronavirus troviamo anche le donazioni per finalità sociale. Con la modifica legislativa si agevola la donazione di beni in luogo della distruzione con l’obiettivo di incentivare l’economia circolare per finalità sociale e dare fiducia alla rete di solidarietà specie nei momenti di emergenza.

 

La legge antisprechi garantiva finora vantaggi fiscali alle imprese in caso di donazioni riguardanti solo alcune categorie di beni di prima necessità come farmaci e alimenti, ai quali si sono aggiunti prodotti per l’igiene della persona e della casa, gli articoli di cartoleria e da ultimo i libri. Con l’ultimo decreto del governo si amplia il paniere facendo spazio a ulteriori beni importanti per il sostegno degli indigenti e per le strutture operative degli stessi enti non profit.

 

Si incentivano anche le cessioni gratuite dei prodotti tessili, per l’abbigliamento e per l’arredamento, dei giocattoli, dei materiali per l’edilizia e degli elettrodomestici. A questi si aggiungono anche dispositivi elettronici come personal computer, tablet, e-reader e altri dispositivi non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano l’idoneità all’utilizzo o per altri motivi similari.

 

La donazione per fini di solidarietà sociale non sconta l’Iva e non genera ricavi ai fini delle imposte dirette secondo il valore normale dei beni.

 

Per assicurare l’effettiva destinazione delle merci alle finalità di interesse generale occorrerà osservare alcuni adempimenti. Nella maggior parte dei casi è sufficiente per il donante emettere un documento di trasporto o atto equipollente, mentre il donatario sarà tenuto a rilasciare una dichiarazione trimestrale con l’indicazione analitica dei beni ricevuti e l’attestazione dell’impegno ad utilizzarli per scopi sociali. Solo per le cessioni che non riguardano eccedenze alimentari facilmente deperibili o che, singolarmente considerate, superino 15mila euro, è necessario trasmettere telematicamente una comunicazione riepilogativa mensile all’amministrazione finanziaria. Con la modifica da ultimo approvata inoltre viene previsto espressamente che le operazioni di cessione possono essere delegate a terzi (si pensi alle merci in conto vendita) ferme restando, in capo al donatore o all’ente donatario, l’obbligo di rispettare gli adempimenti sopra indicati.


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@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

 

 

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