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Covid_19, revisione delle attività essenziali

É stato firmato il decreto che definisce le attività essenziali che potranno continuare a essere aperte dopo la nuova stretta del Governo legata all’emergenza coronavirus.

 

Resteranno in funzione l’intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e, tra i servizi, quelli dei call center. E la lista potrà essere aggiornata tramite decreto del Mise, sentito il Mef.

 

Il prefetto può sospendere le attività se reputa non sussistano le condizioni per farle operare: fino al provvedimento di sospensione dell’attività, le imprese possono operare sulla base della comunicazione resa. L’attività non è soggetta a comunicazione se finalizzata all’erogazione di un servizio pubblico essenziale. Consentite le attività dell’industria aerospaziale e della difesa e quelle di rilevanza strategica nazionale, previa autorizzazione del prefetto.

 

Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del decreto avranno tempo fino al 25 marzo 2020 per completare le attività necessarie alla sospensione, «compresa la spedizione della merce in giacenza». Le attività che, con il provvedimento, vengono sospese, «possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile».

 

Le disposizioni del decreto producono effetto dal 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. E si applicano alle scadenze previste dal decreto del presidente del Consiglio 11 marzo 2020 e a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, fissati al 25 marzo 2020, sono prorogati al 3 aprile 2020.

 

Divieto per le persone di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui ci si trova. Un divieto entrato in vigore grazie a una ordinanza congiunta Salute-Interno – che vale sia che ci si sposti con mezzi di trasporto pubblico, sia con mezzi privati. Ci si potrà muovere da un comune all’altro, dunque, solo per «comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza» o per «motivi di salute».

 

Restano chiusi musei, istituti e luoghi di cultura. Porte sbarrate anche per scuole e università, che potranno proseguire con lezioni a distanza o da remoto.

 

Aperti i supermercati, tutti i negozi alimentari e di prima necessità.

 

I servizi bancari e assicurativi sono tra le attività che rimarranno aperte.

 

Consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologie sanitarie e dispositivi medico chirurgici, prodotti agricoli e alimentari. Consentita ogni attività per fronteggiare l’emergenza. Le farmacie e la parafarmacie rimarranno aperte e senza restrizioni di orario. Occorre, però, recarsi in farmacia o parafarmacia solo in caso di effettiva necessità.

 

Per gli anziani o le persone con difficoltà di movimento, diverse farmacie hanno attivato servizi di consegna a domicilio. L’ingresso può comunque essere limitato per evitare l’eccessiva vicinanza e il farmacista è tenuto a regolare gli afflussi.

 

Con l’ultima stretta del governo che lascia aperte soltanto le attività produttive ritenute essenziali, la forma ordinaria per il lavoro diventa di fatto lo “smart working” fino alla cessazione dell’emergenza. Le «comprovate esigenze lavorative» rimangono tra i motivi che giustificano lo spostamento rispetto alla residenza o al domicilio.

 

Aperti gli studi professionali.

 

Nessuna stretta sulle prestazioni lavorative di baby sitter, badanti e colf, che potranno continuare a lavorare.

 

In tutta Italia restano aperte le edicole e i tabaccai (al netto delle attività che sono state fermate come quelle dei giochi) e deve essere garantita, come per tutti i servizi non vietati, la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. In alcune regioni, è stato poi previsto l’obbligo di limitare l’accesso all’interno dei locali a un solo componente del nucleo familiare «salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone».

 

Le Poste continueranno a operare ma, come comunicato nei giorni scorsi, il servizio è garantito con un numero «omogeneo» di uffici postali, aperti in proporzione agli abitanti di ciascun Comune. Sono state poi contingentate le aperture pomeridiane degli uffici aperti su doppio turno e di quelli aperti solo al mattino. I cittadini possono consultare gli orari tramite avvisi affissi all’esterno. È stato invece sospeso il servizio di prenotazione on line dell’appuntamento (Prenota Ticket).

 

 

La Lombardia ha poi aggiunto due elementi significativi: la chiusura degli studi professionali e la possibilità di una multa da 5mila euro per chi non rispetta le regole. In più, la chiusura dei distributori di cibo e bevande h24. Sul tema dibattuto dello sport: si potrà fare solo nelle strette vicinanze di casa; no alla corsa ai parchi e nei giardini pubblici. Rimane la possibilità di allenamento per i professionisti e non negli impianti sportivi a porte chiuse, se è in preparazione di una competizione.

 


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