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Credito d’imposta ricerca e sviluppo, 2020

Con la Legge di Bilancio 2020 cambia il credito d’imposta ricerca e sviluppo per le imprese che si cimentano nella ricerca di nuovi prodotti o nuovi cicli produttivi. 

La grande novità della riforma degli incentivi per ricerca, sviluppo e innovazione è l’introduzione, tra le attività ammissibili, di quelle relative alle attività di design e ideazione estetica. 

Inoltre, è stata prevista una riduzione delle percentuali del contributo stesso. Non ci saranno più neppure il contributo differenziato del 50% o del 25% a seconda delle voci ammissibili e il raffronto con la media antecedente. 

L’importo delle spese deve essere assunto al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevuti sulle stesse spese ammissibili. Il limite massimo di agevolazione ottenibile è pari a 1,5 milioni di euro. 

Possono accedere all’incentivo le imprese di ogni dimensione.

Il credito d’imposta spettante può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, tramite il Modello F24, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Ai fini dell’ammissione del credito d’imposta, il sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.


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@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

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