Decreto «clima» – «Buono mobilità» e contributo per prodotti sfusi o alla spina

03 Novembre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Il Decreto­Legge, in vigore dal 15.10.2019, contiene disposizioni urgenti per il rispetto degli obblighi di cui alla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria. In particolare sono previsti degli interventi agevolativi per incentivare la rottamazione di veicoli inquinanti e la diffusione di prodotti sfusi o alla spina. 

Buono mobilità: al fine di ridurre le emissioni climalteranti, ai residenti nei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria, che provvedono a rottamare, entro il 31.12.2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, è riconosciuto un «buono mobilità» di € 1.500 per ogni autovettura e di € 500 per ogni motociclo da utilizzare, entro i successivi 3 anni, per l’acquisto (anche a favore di persone conviventi) di abbonamenti al trasporto pubblico (locale e regionale) e di biciclette (anche a pedalata assistita). Tale buono non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore Isee. 

Contributo per prodotti sfusi o alla spina: al fine di ridurre la produzione di rifiuti, agli esercenti commerciali di vicinato e di media struttura, che provvedono ad attrezzare spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina (con contenitore non monouso), è riconosciuto, in via sperimentale, un contributo a fondo perduto di importo pari alla spesa sostenuta e documentata (per un massimo di € 5.000), corrisposto seguendo l’ordine di presentazione delle domande, nel limite complessivo di € 20 milioni per il 2020 e per il 2021. 


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