Detrazioni fiscali, spese tracciate per i bonus

26 Gennaio 2020 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Per non perdere il bonus fiscale sulle spese sanitarie bisogna scegliere con cura la modalità di pagamento. Già oggi. Anzi, già dal 1° gennaio, quando è entrata in vigore la manovra. Che impone di pagare con bancomat e altri mezzi tracciabili le spese detraibili al 19 per cento.

Per gli oneri sanitari, viene delineata una doppia corsia dalla legge di Bilancio:

  • il contante può ancora essere usato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale;
  • per tutte le altre spese mediche detraibili è invece necessario pagare con mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici, assegni bancari e circolari o altri sistemi). 

Per altri sconti fiscali che non ammettono il cash – dal bonus mobili alle erogazioni liberali – al contribuente viene chiesto di conservare le ricevute dei bonifici, le ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti con carte, la documentazione di addebito sul conto corrente. Oltre, naturalmente, al giustificativo della spesa (scontrino, ricevuta o fattura). 

Quando si versa con assegno, poi, la modalità di pagamento deve risultare anche dalla ricevuta. Cosa che peraltro succede già da tempo nel caso dello scontrino “parlante” con il codice fiscale.


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