Elettrico, rimborsabile il pieno dell’auto

29 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Se l’auto fornita a uso promiscuo al dipendente è elettrica, si può rimborsare al lavoratore il costo dell’energia. Anche in questo caso, infatti, si deve far riferimento ai principi generali che regolano la valorizzazione del benefit auto per uso promiscuo (sia strettamente aziendale, sia personale) in base all’articolo 51, comma 4 del Tuir. 

Pertanto, è possibile rimborsare i costi di energia elettrica legati all’auto a piè di lista anche con ripartizione dell’utenza personale domestica di elettricità del dipendente, analogamente alle carte carburante. In questo caso gli importi rimborsati non incrementano in alcun modo l’imponibile fiscale del lavoratore, essendo ricompresi nel valore convenzionale del fringe benefit, usualmente sommato alla retribuzione e agli altri emolumenti assoggettabili. Resta libera facoltà dell’azienda, nella scrittura di comodato d’uso del bene aziendale, anche in leasing, di specificare possibili costi di compartecipazione delle spese del veicolo trattenuti al dipendente che andranno ad abbattere il valore convenzionale del fringe benefit fino ad azzerarlo.


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