Erasmus plus, aiuto i giovani imprenditori

28 Settembre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

L’auto-impiego viene visto dall’Unione europea come una risposta concreta alle difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro: tuttavia, solamente lo 0,3 % dei giovani gestisce una propria impresa. 

Il bando Erasmus Plus per i partenariati strategici nel settore della gioventù fornisce alle organizzazioni attive nel settore della gioventù, nonché alle imprese, agli enti pubblici, alle organizzazioni della società civile attive in diversi settori socio-economici, l’opportunità di cooperare per attuare pratiche innovative che portino al raggiungimento di questi obiettivi: rafforzare l’occupazione giovanile; facilitare la transizione e integrazione nel mercato del lavoro; promuovere l’educazione imprenditoriale e l’autoimpiego tra i giovani. 

I progetti sono suddivisi in partenariati per lo scambio di buone pratiche e partenariati per l’innovazione, con budget compreso tra 150mila e 450mila euro e partenariato composto da almeno tre organizzazioni provenienti da tre paesi diversi. 

I progetti devono proporre soluzioni innovative, volte all’inclusione dei giovani che hanno minori opportunità e allo sviluppo delle competenze di questo specifico target. Devono inoltre sviluppare nuovi metodi formativi che permettano a gruppi di giovani di mettere in pratica specifiche idee imprenditoriali. 

Questi temi appaiono particolarmente interessanti e sono stati già stati oggetto di precedenti bandi Erasmus Plus: a solo titolo di esempio, si menziona il progetto «Youth Re Working Rural» (www.youthreworking.eu), che ha permesso ad un gruppo di giovani provenienti da diverse aree rurali europee di acquisire competenze imprenditoriali lavorando alla riconversione di spazi abbandonati ed alla creazione di spazi di co-working.


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