Fattura elettronica, anche alla pec non registrata

19 Ottobre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Con il via libera della versione 2.0.4 del software di compilazione della fattura elettronica dell’agenzia delle Entrate, sono state confermate molte regole di compilazione della e-fattura.

Se il proprio cliente chiede di ricevere la fattura elettronica nella propria casella di posta elettronica certificata (pec), l’emittente deve indicare nel campo «CodiceDestinatario» del file xml della fattura elettronica il codice convenzionale «0000000» e nel successivo campo «PECDestinatario» l’indirizzo pec del destinatario.  L’indirizzo pec può essere anche diverso da quello legale eventualmente registrato in INIPEC.

Se il «codice destinatario» risulta valorizzato con codice di default «0000000», l’eventuale successivo campo «PECDestinatario» non può mai essere compilato con «una delle caselle PEC di funzionamento del Sdi», come ad esempio l’indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it o uno degli indirizzi comunicati all’emittente dopo l’invio della prima fattura elettronica alla suddetta pec.In questo campo «CodiceDestinatario» del file xml della fattura elettronica, infatti, può essere inserita solo la pec del cliente.

È possibile ora creare e inviare il file xml con il codice destinatario «XXXXXXX», per comunicare al Sdi i dati delle fatture emesse verso i soggetti non residenti (al fine dell’esonero dall’esterometro).

È stata aggiunta, poi, la possibilità di indicare il codice nazione «OO» nel campo «IdPaese», per i Paesi extra-comunitari, e il codice univoco del contratto nel campo «IdCodice», al fine di gestire i contratti stipulati prima del 1° gennaio 2005 con mancanza del codice fiscale del cliente.

In presenza di un formato di trasmissione FPA12 (quindi, per le fatture verso la pubblica amministrazione), non è più consentito l’utilizzo del codice destinatario «999999», che era stato introdotto dalla circolare del 31 marzo 2014, n. 1/DF, per alcuni casi di impossibilità di recapito della e-fattura. 

Infine, è stato aumentato da 50 a 100 il numero massimo delle linee di dettaglio ammesse dall’applicazione.


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