Ferie, quando si blocca il superamento del comporto

09 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Per evitare il licenziamento che conseguirebbe al decorso del periodo di comporto, il dipendente malato può chiedere di fruire delle ferie già maturate. 

Le ferie potranno essere rifiutate dal datore di lavoro, in caso di particolari esigenze aziendali. L’obbligo di concedere le ferie a carico del datore viene in ogni caso meno quando il lavoratore può chiedere in base al contratto collettivo applicato e per le stesse finalità, il collocamento in aspettativa non retribuita. Se il Ccnl non lo prevede, il datore non è obbligato ad avvertire preventivamente il lavoratore dell’imminente scadenza del periodo di comporto.

Prima della fine del periodo di comporto è possibile porre fine al rapporto di lavoro, con effetto immediato, tramite il licenziamento per giusta causa, che consente il recesso del datore di lavoro senza alcun preavviso. La Cassazione ha legittimato il licenziamento per giusta causa inflitto a un lavoratore in malattia per una lombosciatalgia, esibitosi però in un concerto, proprio durante la sospensione del rapporto.

Sei interessato all’articolo? Scrivici e verrai contattato da un nostro Consultant

@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano