Forfettari, obbligo di invio dei corrispettivi telematici

23 Novembre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

I contribuenti in regime forfettario che effettuano operazioni nei confronti di consumatori finali devono con ogni probabilità dotarsi dello strumento per la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Tuttavia qualora essi intendano emettere in alternativa la fattura, tale documento può essere emesso in forma cartacea e non elettronica. 

Come è noto, per la generalità dei contribuenti, dal 1° gennaio 2020 la certificazione dei corrispettivi può avvenire in due modi e cioè con la fattura elettronica oppure mediante la memorizzazione telematica dei corrispettivi. Per assolvere all’obbligo è necessario dotarsi di un apposito registratore di cassa telematico in grado di generare un file contenente i dati, sigillarlo e trasmetterlo all’agenzia delle Entrate; è possibile anche adattare un registratore di cassa già posseduto. In alternativa, l’adempimento di memorizzazione e trasmissione potrà essere effettuato anche utilizzando una procedura web messa a disposizione nell’area riservata del sito dell’agenzia delle Entrate.

A norma del comma 59 della legge 190/2014, i contribuenti che applicano il regime forfettario sono esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal titolo II del Dpr 633/1972 (vale a dire registrazione, liquidazione, dichiarazione annuale), ma sono obbligati alla certificazione dei corrispettivi. La norma precisa poi che «resta fermo l’esonero dall’obbligo di certificazione all’articolo 2 del Dpr 696/1996». Tale ultima norma prevede l’esonero dall’emissione dello scontrino per i contribuenti che svolgono determinate attività (ad esempio cessione di tabacchi, di giornali, prestazioni dei notai), ma nessun esonero soggettivo viene previsto e quindi nemmeno per i contribuenti forfettari.

Ne consegue che anche i contribuenti in regime forfettario sono interessati dall’obbligo di emissione dello scontrino telematico. Se un forfettario ha un negozio al dettaglio, quindi, non riesce a sfuggire dall’obbligo.


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