Formazione professionale, si può dedurre anche l’hotel

30 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

L’articolo 54, comma 5 del Tuir prevede:

  • una deducibilità limitata al 75%, e in ogni caso per un importo complessivamente non superiore al 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, per le spese alberghiere e relative a somministrazione di alimenti e bevande. Questi due paletti – che secondo le Entrate si applicano a cascata – vanno disattesi in due ipotesi: per le spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente e per quelle sostenute direttamente dal committente; 
  • una deducibilità limitata all’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta per le spese di rappresentanza, che si qualificano secondo quanto previsto dal decreto 19 novembre 2008 e comprendono anche quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione – anche se utilizzati come beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della professione -, nonché quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito; 
  • la deducibilità integrale, entro il limite annuo di 10mila euro, per le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale ovvero a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno (queste ultime limitate al 75% del costo sostenuto); 
  • la stessa deducibilità prevista per le imprese (articolo 95, comma 3 Tuir) per le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti. 

Infine, va ricordato che: 

  • per i professionisti nel regime “di vantaggio” (o “dei minimi”), le spese di rappresentanza sono deducibili nel limite del plafond di deducibilità dell’1% dei compensi, mentre non si applica il limite del 75% per le spese di vitto e alloggio; 
  • per i soggetti in regime forfettario, le spese sono forfetizzate in una percentuale predeterminata dei compensi, per cui tutte le spese sino ad ora indicate non sono oggetto di deduzione analitica.


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