Immobili commerciali, cedolare secca

31 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

L’art. 1, co. 59, della Legge di Bilancio 2019 prevede l’estensione dell’applicazione della cedolare secca ai contratti, stipulati nel 2019, riguardanti immobili commerciali classificati in categoria C/1 (negozi e/o botteghe) con superficie fino a 600 mq.

Nel computo della metratura prevista per l’accesso all’agevolazione si precisa che nei 600 mq non vanno sommate le pertinenze che, però, accedono anch’esse all’imposta sostitutiva se locate congiuntamente all’immobile principale.

L’alternativa alla tassazione ordinaria è esclusa se risulta che al 15.10.2018 era in corso fra le parti una locazione sullo stesso immobile interrotta prima della scadenza naturale del contratto.

Per tutti gli aspetti non specificatamente disciplinati dalla nuova norma in tema di cedolare secca per le locazioni commerciali di immobili (categoria C/1), si dovrà applicare la disciplina dettata dall’art. 3, D.Lgs. 23/2011 in tema di cedolare secca per gli immobili ad uso abitativo.

L’altra novità è quella prevista dal co. 1127 dell’art. 1, L. 145/2018, che ha portato dal 95% al 100% la misura dell’acconto della cedolare secca dal 2021.


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