Immobiliare di gestione (S.r.l.)

19 Ottobre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Un’immobiliare di gestione, che acquista arredamento o sostiene costi relativi ai beni immobili locati, tratta, da un punto di vista contabile, questi costi come normali fattori produttivi e, ove questi ultimi riverseranno la propria utilità su più esercizi, procederà al loro normale processo di ammortamento nel rispetto del principio della competenza economica

Da un punto di vista fiscale, tuttavia, occorre ricordare che sulla base dell’art. 90 del D.P.R. 917/1986 le società immobiliari di gestione determinano il reddito in base alle regole dettate dall’art. 37 del D.P.R. 917/1986. 

Il reddito derivante dalle locazioni di immobili è determinato dal maggiore tra i canoni di locazione (ridotti forfetariamente del 15% per spese di manutenzione ordinaria documentate) e la rendita catastale. Ne deriva che, qualora i canoni di locazioni per il periodo d’imposta risultassero superiori alla rendita catastale rivalutata, saranno indeducibili tutte le altre spese sostenute per la gestione degli immobili, comprese le spese di manutenzione ordinaria eccedenti il 15% dei canoni di locazione. Occorrerà, pertanto, operare delle opportune variazioni in aumento in sede di predisposizione della dichiarazione dei redditi. 


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