Legge di bilancio 2020, Plastic tax

29 Dicembre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Solo con l’emanazione, entro maggio 2020, del decreto di attuazione sarà in vigore anche in Italia la plastica tax, l’imposta sul consumo di manufatti aventi funzione di contenimento, protezione o consegna di merci e prodotti alimentari, realizzati con l’impiego, anche parziale, di materie plastiche monouso (denominati Macsi).

Come imposta indiretta sulla produzione e sul consumo, ed al pari degli altri prodotti gravati da analoga imposta interna, l’obbligazione tributaria sorge al momento della produzione, dell’importazione definitiva ovvero dell’introduzione da altri Paesi Ue e diviene esigibile al momento dell’immissione in consumo nel territorio italiano. 

Il soggetto obbligato e il momento di esigibilità dell’imposta variano, dunque, a seconda del luogo di produzione o provenienza del manufatto:

  • se realizzato nel territorio nazionale, l’imposta graverà sul fabbricante e sarà esigibile al momento della cessione ad altri soggetti nazionali. Sul tema si registrano interessanti questioni, per esempio circa la configurazione del soggetto obbligato e/o delle modalità di riaddebito dell’imposta tutte le volte in cui il fabbricante non sia il proprietario dei beni prodotti, ma sia un mero terzo produttore;
  • qualora il manufatto provenga da altri Paesi dell’Unione europea l’onere cadrà invece sul cessionario, all’atto dell’acquisto nell’esercizio della propria attività, ovvero sul cedente all’atto della cessione a privati, presentandosi quest’ultimo caso come concretamente più complesso, attesi gli oneri di identificazione in Italia che un cedente deve porre in essere per ottemperare al disposto normativo, elemento questo che rileva anche per le ipotesi di vendite a distanza o e-commerce;
  • nel caso di Macsi provenienti da Paesi extra Ue, invece, l’imposta graverà sull’importatore all’atto dell’importazione definitiva sul territorio italiano.

La plastic tax è fissata nella misura di 0,45 euro per ogni chilogrammo di materia plastica contenuta nei Macsi e l’accertamento viene effettuato sulla base delle dichiarazioni trimestrali, le quali devono contenere tutti gli elementi necessari a determinare l’ammontare dell’imposta dovuta (che saranno più dettagliatamente previsti nel decreto attuativo). In ogni caso, il pagamento è periodico con F24 e può essere oggetto di compensazione.

Si suppone però che non sia eseguibile facilmente un calcolo basato sul criterio del peso dei prodotti che impone, alla fonte, la conoscenza di dati numerici (rapporto di peso tra plastica ed altre materie su un prodotto finito), di rilievo presso stabilimenti produttivi spesso non di diretta gestione o nell’ambito di catene commerciali assai diluite e distanti.

Non si applica, tuttavia, l’imposta per le cessioni in Paesi Ue o extra Ue, per le quali sono attivabili i rimborsi di legge per cui l’imposta è restituita, al cedente o all’esportatore, purché la stessa sia stata riportata nella documentazione commerciale corredata dalla prova del pagamento effettuato. 

Da ultimo, è bene individuare che, alle imprese attive nel settore di produzione dei Macsi, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 10% delle spese sostenute nel 2020, per l’adeguamento tecnologico, anche se gli importi sono complessivamente limitati.


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