Morosi, il condominio può revocare le vendite

31 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Anche i crediti condominiali possono essere tutelati con l’esercizio della revocatoria ordinaria, di cui all’articolo 2901 del Codice civile, cioè la possibilità di annullare le cessioni del patrimonio del moroso quando rappresentino un potenziale danno per il condominio creditore e siano state messe in atto con frode da parte dell’acquirente. E nonostante il credito sia ancora in corso di accertamento giudiziario. 

Inoltre, per l’esercizio dell’azione da parte del condominio, non sarebbe necessario la partecipazione o la conoscenza dell’intento fraudolento ma la semplice consapevolezza della frode.

La dismissione di un bene immobile è di per sé lesivo della garanzia patrimoniale, dato che il ricavato della vendita è più difficilmente aggredibile dai creditori.

L’articolo 2901 del Codice civile, inoltre, accoglie una nozione ampia di “credito”, comprensiva della ragione o aspettativa – con conseguente irrilevanza della certezza del fondamento dei relativi fatti costitutivi – e, in quanto tale, adatta anche al credito condominiale.


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