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Pagelle fiscali, stop a proroga rate ma acconto di novembre al 90%

Dalla proroga delle tasse alla riduzione al 90% degli acconti di fine novembre.

Nel decreto fiscale approvato «salvo intese» in Consiglio dei ministri nella notte tra martedì e mercoledì non ci sarà nessuna proroga al 16 marzo 2020 delle imposte dovute da imprese e professionisti soggetti agli Indici di affidabilità fiscale (Isa) o in regime forfettario.

L’escamotage contabile di 3 miliardi annunciato con un comunicato stampa dal ministero dell’Economia, con cui si spostavano i versamenti del 18 novembre prossimo al 16 marzo 2020 per far quadrare i saldi della manovra di bilancio, si è trasformato nelle ultime ore in una riduzione di 10 punti percentuali degli acconti in scadenza il prossimo 2 dicembre e in una rimodulazione per quelli del prossimo anno.

La proroga a metà marzo dei versamenti, infatti, presentava criticità sia sul fronte europeo sia su quello interno. Sul fronte Ue i tecnici della Tesoreria per primi hanno segnalato l’incompatibilità con i metodi di classificazione Eurostat della proroga dei versamenti delle rate di metà novembre al 16 marzo dell’anno successivo. Sul fronte interno lo slittamento in avanti delle rate dovute da forfettari e da contribuenti Isa avrebbe di fatto “capovolto” il calendario delle scadenze obbligando imprese e professionisti a versare la prima parte dell’acconto 2019 successivamente alla seconda parte dovuta, come detto entro il prossimo 2 dicembre. Per il conguaglio il contribuente seguirà la strada ordinaria agendo direttamente nella dichiarazione dei redditi che presenterà nel 2020.

E secondo gli stessi tecnici le sorprese non sarebbero finite, perché con le rate di fine ottobre e di metà novembre dei versamenti dei ritardatari che hanno pagato con lo 0,40% quel “tesoretto” potrebbe salire anche oltre i 2 miliardi.

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