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Prende quota l’esperto di compliance, 100mila posti nei prossimi tre anni

Dalla sicurezza sul lavoro all’antiriciclaggio, dai reati ambientali alla cybersecurity. Il raggio d’azione della compliance – la verifica sulla conformità a leggi e regolamenti in un’azienda – va ormai ben oltre i campi normativi, più o meno consolidati, della responsabilità amministrativa delle imprese o della privacy. Si tratta di un’attività in crescita, che ha progressivamente superato i confini dei tradizionali ambiti bancario-assicurativo-finanziario per ampliarsi a tutti i settori produttivi e dei servizi. Un trend che pone i professionisti della compliance, in prospettiva, tra le figure più richieste sul mercato. 

Secondo gli operatori del settore, il fabbisogno di profili come compliance manager o analyst è destinato a crescere, in modo esponenziale, con la piena operatività – tra poco meno di un anno – della disciplina del nuovo Codice della crisi d’impresa, che incrementerà il fabbisogno di figure specializzate.

Le figure ricercate sono essenzialmente tre: il compliance manager di alto livello dirigenziale (officer se di medio livello), con compiti di supervisione e coordinamento di uno staff dedicato; il compliance expert, con una specializzazione verticale su una determinata materia, come il Dpo sul fronte privacy; e, infine, gli analyst che – in realtà aziendali di maggiore dimensione – compongono il team che svolge le attività di monitoraggio sulla conformità normativa. Tali figure possono essere collocate sia all’interno dell’impresa che ottenere incarichi di consulenza esterni.

A caratterizzare il professionista della compliance è il possesso di competenze pluridisciplinari, non limitate a responsabilità amministrativa (Dlgs 231/2001) o privacy, ma estese ad antiriciclaggio, anticorruzione, sicurezza sul lavoro, reati ambientali, cybersecurity, requisiti dettati dalle norme tecniche (Iso). Di pari passo, si è esteso il ventaglio di settori in cui la compliance ha preso piede: da quello bancario-assicurativo-finanziario al farmaceutico, passando per le società quotate, le grandi multinazionali e arrivando a includere tutti i comparti di industria e servizi.

L’antiriciclaggio: La legge da tenere sotto controllo è la 231 del 2007, che in attuazione di direttive Ue, ha introdotto misure per prevenire sia il riciclaggio del denaro proveniente da attività criminose sia il finanziamento del terrorismo attraverso i circuiti finanziari

L’anticorruzione: La legislazione per contrastare il fenomeno delle tangenti e a cui il professionista della compliance deve prestare attenzione è articolata. Da ultimo c’è stata la legge 3 del 2019. Ci sono, inoltre, tutti gli atti dell’Anac

La cybersecurity: La sicurezza informatica è vitale per un’azienda o uno studio professionale. La sottrazione di piani, progetti o dati personali può rivelarsi un danno rilevante. Fondamentale è, dunque, approntare tutte le misure per scongiurare falle nel sistema digitale

Le norme tecniche: Dalle Iso (International organization for standardization) alle En messe a punto dal Comitato europeo di normazione e alle Uni dell’Ente nazionale italiano di unificazione, l’applicazione delle norme tecniche assicura la certificazione dei prodotti

La privacy: Un’azienda deve essere al passo con il Gdpr, il regolamento europeo sulla privacy n. 679 del 2016, e con la legge nazionale 101 del 2018. È, dunque, fondamentale avere ben chiaro quali dati personali si trattano e come proteggerli

La responsabilità delle società: Il decreto legislativo 231 del 2001 ha disciplinato la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. Per proteggersi da simili eventualità l’azienda deve adottare adeguati modelli organizzativi

I reati ambientali: Il tema della tutela ambientale è particolarmente delicato e i reati sono puniti con pesanti sanzioni. La materia si intreccia con quella della responsabilità amministrativa. All’esperto di compliance il compito di accompagnare l’azienda nella predisposizione di misure adeguate

La sicurezza sul lavoro: La sicurezza e la salute sul lavoro è un ambito interdisciplinare, che richiede dverse competenze o comunque un lavoro di squadra dove si incrocino più conoscenze. È un settore di elevata sensibilità perché c’è in ballo l’incolumità dei lavoratori


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