Privacy, diritto all’oblio per il condannato riabilitato

28 Settembre 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Il diritto all’oblio può essere chiesto anche da chi, seppure condannato, ha ottenuto la riabilitazione. 

Tra i presupposti da valutare per verificare se concedere o meno il diritto all’oblio, sia da tenere presente non solo il fattore tempo, ma anche altre circostanze.

L’istituto della riabilitazione è una misura premiale che, pur non estinguendo il reato, comporta, in un’ottica di riabilitazione del reo, il venir meno delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna.

L’insieme di tali due elementi – tempo e riabilitazione – sono per il Garante condizioni sufficienti per ritenere che le url “incriminate” determinino un «impatto sproporzionato» sui diritti dell’interessato, non bilanciato «da un attuale interesse del pubblico a conoscere della relativa vicenda».


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