Produttori, gestori e sindaci all’appello del Mud online per i rifiuti 2018

09 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Scade sabato 22 giugno il termine previsto per l’invio del Mud (Modello unico di dichiarazione ambientale) alle Camere di commercio per i rifiuti prodotti e gestiti nel corso del 2018 e per la produzione di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) nello stesso periodo. 

Il Mud va presentato per ogni unità locale. Per le imprese che svolgono attività di solo trasporto o attività di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione, l’unità locale coincide con la sede legale. Invece, per la bonifica di siti contaminati, il Mud va presentato con riferimento al sito oggetto dell’intervento.

Sono escluse le imprese agricole previste dall’articolo 2135 del Codice civile e gli esercenti attività che ricadono nell’ambito dei codici Ateco 96.02.01 (barbiere e parrucchiere), 96.02.02 (istituti di bellezza) e 96.09.02 (tatuaggio e piercing). Sono inoltre esclusi i produttori di rifiuti pericolosi non inquadrati in un’organizzazione di un ente o di un’impresa. Inoltre, se i rifiuti pericolosi sono conferiti al servizio pubblico di raccolta previa convenzione, la dichiarazione è effettuata dal gestore del servizio, limitatamente alla quantità conferita. I diritti di segreteria sono pari a 10 euro per l’invio telematico e a 15 euro euro per l’invio tramite Pec.

Se il Mud non è presentato, o è presentato in modo incompleto o inesatto scatta la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.600 a 15.500 euro. Per i soggetti obbligati alla comunicazione veicoli fuori uso si va da 3.000 a 18.000 euro. Se l’invio avviene entro i 60 giorni successivi alla scadenza (quest’anno 21 agosto 2019) la sanzione si attesta in una forbice compresa tra 26 e 160 euro.

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