Quota 100 e reddito di cittadinanza, sono legge

30 Marzo 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Ok definitivo del Senato alla conversione in legge del decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. 

Tra i principali ritocchi apportati al capitolo del reddito di cittadinanza, il sussidio rafforzato alle famiglie con disabili e l’introduzione di paletti anti-furbetti. Gli enti locali possono assumere 3mila navigator (anziché 6mila) ed è previsto un requisito retributivo di 858 euro per considerare congrua l’offerta d’impiego. Possibile il pagamento della pensione di cittadinanza anche in contanti e non solo con la card.


Sul fronte di «quota 100» (il pensionamento anticipato con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi), è stato innalzato da 30mila a 45mila euro il limite per l’anticipo con prestito bancario delle liquidazioni (Tfs) degli statali, che potrà essere richiesto anche dai dipendenti pubblici già in pensione al momento dell’entrata in vigore del decretone. È saltato il tetto anagrafico dei 45 anni per i riscatti agevolati della laurea da parte dei lavoratori in attività dal 1° gennaio 1996. Sempre nel corso dell’iter parlamentare è stato prolungato da 5 a 10 anni il meccanismo di rateizzazione mensile (120 rate anziché 60) della cosiddetta “pace contributiva”.


Tornando al Rdc, in sede di conversione in legge sono migliorate le condizioni d’accesso a reddito e pensioni di cittadinanza per le famiglie che hanno persone con disabilità gravi o non autosufficienti. Il valore del patrimonio finanziario resta di 6mila euro per un single, ma cresce in base alla consistenza del nucleo aumentando da 5mila a 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente. Anche il sussidio pari a 780 euro per un single non proprietario di casa cresce in rapporto al numero dei componenti in base ad una scala di equivalenza, ritoccata all’insù per le famiglie con disabili che avranno fino a 50 euro al mese in più. 

Novità per il requisito anagrafico per la pensione di cittadinanza: può essere concessa anche se il componente ha almeno 67 anni, e convive esclusivamente con una o più persone di età inferiore in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza. Resta il criterio d’accesso dei 10 anni di residenza in Italia, di cui gli ultimi due consecutivi, con la novità che gli extracomunitari dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. 


Sono stati anche rafforzati i controlli e le misure “antifurbetti”: i genitori con minori dovranno esibire l’Isee dell’altro genitore anche se non sposato o non convivente. Per le separazioni e i divorzi avvenuti dopo il 1° settembre 2018 il cambio di residenza dovrà essere certificato da un verbale dei vigili. Si prevede l’assunzione di 100 ispettori della Guardia di finanza e l’assegnazione all’Ispettorato nazionale del lavoro di 65 Carabinieri. 

L’erogazione del reddito o della pensione di cittadinanza verrà sospesa a chi ha subito una misura cautelare personale, o una condanna «anche con sentenza non definitiva». 


Chi ha presentato domanda in base ai criteri del Dl, ottenendo il sussidio, avrà 6 mesi di tempo per aggiornare la documentazione alle modifiche introdotte nella conversione in legge (nel frattempo potrà continuare a percepirlo).


Quanto ai pensionamenti anticipati, i lavoratori impiegati in attività gravose che intendono accedere all’Ape social o uscire con il canale dei soli requisiti contributivi previsti per la pensione anticipata non saranno più vincolati alla finestra dei 3 mesi. Il pacchetto di modifiche include anche lo stop alle pensioni dei latitanti condannati per gravi reati. Previste nuove assunzioni immediate ai Beni culturali, alla Giustizia, e con procedure meno stringenti nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, anche per colmare i vuoti di organico che si aprono con le uscite anticipate per quota 100. 

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