Ricercatori e docenti, detassati anche senza Aire

30 Giugno 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Ai ricercatori e docenti già rientrati in Italia spetta la detassazione del reddito al 90% anche in caso di mancata iscrizione all’Aire. L’agevolazione in esame prevede l’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo del 90% degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza in centri di ricerca o università all’estero per almeno due anni continuativi. Ciò a condizione che si trasferiscano per svolgere la propria attività in Italia, acquisendo la residenza fiscale nello Stato. Gli emolumenti percepiti non rilevano ai fini Irap.

Le agevolazioni sono state potenziate dal Dl crescita, che ne ha esteso la durata ordinaria da 4 a 6 anni e ha previsto misure per favorire il radicamento in presenza di figli o nel caso di acquisto di almeno un’unità residenziale in Italia (con estensione del periodo agevolato sino a 13 anni). Prerequisito per le agevolazioni è la residenza estera precedente al trasferimento in Italia (l’agenzia considera fiscalmente residenti in Italia le persone fisiche che, per la maggior parte del periodo di imposta, sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato la residenza o il domicilio). 

I docenti o ricercatori italiani non iscritti all’Aire, che assumono la residenza fiscale in Italia dal 2020, possono accedere ai benefici fiscali, purché abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una Convenzione contro le doppie imposizioni almeno nei due anni precedenti al trasferimento. Al riguardo, l’Agenzia conferma che anche i soggetti non iscritti all’Aire rientrati in Italia nel 2019 possono usufruire dell’agevolazione fiscale (al 31 dicembre 2018), purché dimostrino la residenza fiscale all’estero sulla base delle sovraordinate disposizioni internazionali.


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