Rinnovo delle flotte aziendali, incentivi più ampi

31 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Dovrebbero partire il 1° ottobre i nuovi incentivi “allargati” della Regione Lombardia al rinnovo del parco veicoli delle imprese micro, piccole e medie con sede operativa sul proprio territorio. 

L’allargamento, deciso il 31 luglio dalla Giunta regionale, riguarda sia le categorie dei veicoli acquistabili con incentivo sia il tipo di motore, rendendo questa nuova tornata di incentivi più appetibile di quella varata il 2 agosto 2018 e tuttora attiva.

C’è tempo fino a metà settembre per presentare domande relative a questa tornata. Nei giorni successivi dovrebbe essere pubblicato il nuovo regolamento attuativo, previsto dalla delibera e al quale si sta lavorando. Ciò renderebbe possibile la partenza dei nuovi incentivi il 1° ottobre.

L’ampliamento degli incentivi va in quattro direzioni:

  • i veicoli di cui disfarsi in cambio del contributo regionale non si limiteranno più a quelli fino a Euro 1 a benzina ed Euro 2 a gasolio, ma arriveranno all’Euro 2 a benzina e all’Euro 5 a gasolio (per gli autocarri queste diciture sono scritte con numeri romani) e potranno anche essere radiati per esportazione (prima era necessario che fossero demoliti);
  • i veicoli acquistabili con l’incentivo non saranno più solo gli autocarri leggeri e “medi” (categorie N1 e N2, quindi con massa massima fino a 12 tonnellate), ma anche quelli per trasporto persone (M1, M2 e M3, sostanzialmente dalle vetture ai bus) e gli autocarri pesanti (N3);
  • gli autocarri potranno essere immatricolati anche per trasporto merci in conto terzi e non più solo in conto proprio;
  • i motori non dovranno più essere solo elettrici, ibridi o a gas (anche bifuel, cioè benzina/metano e benzina/Gpl), ma potranno anche avere alimentazione tradizionale (gasolio o benzina), purché con «basse emissioni di inquinanti».
  • Quest’ultima definizione è declinata in base alle emissioni di NOx (ossidi di azoto, al centro del dieselgate). Per le autovetture (M1) c’è un massimo di 126 mg/km, con quattro fasce (zero, fino a 60, fino a 85,8 e fino a 126) che poi vengono “incrociate” con altrettante fasce di emissioni di CO2 (gas responsabile dei cambiamenti climatici). 

L’incrocio determina l’entità degli incentivi, che vanno dagli 8mila euro cui avranno diritto i modelli elettrici ai 2mila previsti per quelli con emissioni di CO2 comprese tra 95 e 130 g/km e di NOx tra 85,9 e 126 mg/km.

Le emissioni di NOx, da quanto si desume dalle tabelle allegate alla delibera, devono essere misurate su strada (col più severo ciclo Rde). Ciò pare implicare che siamo ammesse solo vetture di classe ambientale Euro 6D-Temp ed Euro 6D, quelle “post-dieselgate”.

Per gli autocarri leggeri (N1), gli importi del bonus saranno gli stessi delle auto, ma le fasce di emissione hanno valori più alti (fino a 175 g/km di CO2 e 172,2 di NOx).

Per autocarri e bus totalmente elettrici si arriverà fino a 20mila euro, per gli ibridi e a gas fino a 16mila, per altre motorizzazioni si andrà fino ai 5mila. 

Resta la non cumulabilità con altri incentivi.


Sei interessato all’articolo? Scrivici e verrai contattato da un nostro Consultant

@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano

Dovrebbero partire il 1° ottobre i nuovi incentivi “allargati” della Regione Lombardia al rinnovo del parco veicoli delle imprese micro, piccole e medie con sede operativa sul proprio territorio. 

L’allargamento, deciso il 31 luglio dalla Giunta regionale, riguarda sia le categorie dei veicoli acquistabili con incentivo sia il tipo di motore, rendendo questa nuova tornata di incentivi più appetibile di quella varata il 2 agosto 2018 e tuttora attiva.

C’è tempo fino a metà settembre per presentare domande relative a questa tornata. Nei giorni successivi dovrebbe essere pubblicato il nuovo regolamento attuativo, previsto dalla delibera e al quale si sta lavorando. Ciò renderebbe possibile la partenza dei nuovi incentivi il 1° ottobre.

L’ampliamento degli incentivi va in quattro direzioni:

  • i veicoli di cui disfarsi in cambio del contributo regionale non si limiteranno più a quelli fino a Euro 1 a benzina ed Euro 2 a gasolio, ma arriveranno all’Euro 2 a benzina e all’Euro 5 a gasolio (per gli autocarri queste diciture sono scritte con numeri romani) e potranno anche essere radiati per esportazione (prima era necessario che fossero demoliti);
  • i veicoli acquistabili con l’incentivo non saranno più solo gli autocarri leggeri e “medi” (categorie N1 e N2, quindi con massa massima fino a 12 tonnellate), ma anche quelli per trasporto persone (M1, M2 e M3, sostanzialmente dalle vetture ai bus) e gli autocarri pesanti (N3);
  • gli autocarri potranno essere immatricolati anche per trasporto merci in conto terzi e non più solo in conto proprio;
  • i motori non dovranno più essere solo elettrici, ibridi o a gas (anche bifuel, cioè benzina/metano e benzina/Gpl), ma potranno anche avere alimentazione tradizionale (gasolio o benzina), purché con «basse emissioni di inquinanti».
  • Quest’ultima definizione è declinata in base alle emissioni di NOx (ossidi di azoto, al centro del dieselgate). Per le autovetture (M1) c’è un massimo di 126 mg/km, con quattro fasce (zero, fino a 60, fino a 85,8 e fino a 126) che poi vengono “incrociate” con altrettante fasce di emissioni di CO2 (gas responsabile dei cambiamenti climatici). 

L’incrocio determina l’entità degli incentivi, che vanno dagli 8mila euro cui avranno diritto i modelli elettrici ai 2mila previsti per quelli con emissioni di CO2 comprese tra 95 e 130 g/km e di NOx tra 85,9 e 126 mg/km.

Le emissioni di NOx, da quanto si desume dalle tabelle allegate alla delibera, devono essere misurate su strada (col più severo ciclo Rde). Ciò pare implicare che siamo ammesse solo vetture di classe ambientale Euro 6D-Temp ed Euro 6D, quelle “post-dieselgate”.

Per gli autocarri leggeri (N1), gli importi del bonus saranno gli stessi delle auto, ma le fasce di emissione hanno valori più alti (fino a 175 g/km di CO2 e 172,2 di NOx).

Per autocarri e bus totalmente elettrici si arriverà fino a 20mila euro, per gli ibridi e a gas fino a 16mila, per altre motorizzazioni si andrà fino ai 5mila. 

Resta la non cumulabilità con altri incentivi.


Sei interessato all’articolo? Scrivici e verrai contattato da un nostro Consultant

@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano