Scontrini, entro il 2 settembre la sanatoria per i dati di luglio

31 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

Chi non ha inviato telematicamente alle Entrate, entro dodici giorni dall’operazione, i dati dei corrispettivi, corredati da «documenti commerciali» emessi da «registratori telematici» a luglio 2019, può ancora evitare le pesanti sanzioni per l’omesso invio trasmettendo i dati all’Agenzia entro il 2 settembre. Questa moratoria è possibile anche per chi ha continuato a emettere i vecchi scontrini o le ricevute fiscali, anche se dal 1° luglio 2019 sarebbe stato obbligato alla memorizzazione e all’invio dei dati tramite i nuovi «registratori telematici».

Dal 1° luglio 2019, i commercianti al minuto e assimilati (tranne quelli espressamente esonerati, ma compresi minimi e forfettari), che hanno avuto nel 2018 un volume d’affari superiore a 400mila euro, devono:

  • installare un «registratore telematico», che rilasci al cliente il nuovo «documento commerciale»; 
  • memorizzare elettronicamente, ogni giorno, i dati relativi ai corrispettivi giornalieri nel «registratore telematico»; 
  • trasmettere telematicamente alle Entrate questi dati entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

In alternativa, possono emettere una fattura elettronica «contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione», «poiché risulta difficile immaginare che il fisco tolleri l’uscita da un negozio (o da un ristorante) senza documento commerciale nella prospettazione che la fattura immediata sarà emessa (trasmessa) entro 12 giorni». Dal 1° gennaio 2020, gli adempimenti dovranno essere effettuati anche se il volume d’affari del 2018 è stato inferiore a 400mila euro.

La memorizzazione e l’invio dei corrispettivi sostituiscono la registrazione nel registro dei corrispettivi, anche se nella pratica questa contabilizzazione continua a essere effettuata per consentire lo scorporo dell’Iva e il calcolo della liquidazione mensile o trimestrale.

Le sanzioni per l’omissione di questi adempimenti non si applicano nel primo semestre di vigenza dei nuovi adempienti.


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