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Split Payment

L’art. 1, co. 629, lett. b), L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), introducendo il nuovo art. 17­ter, D.P.R. 26.10.1972, n. 633, prevede un innovativo metodo di versamento dell’Iva, cd. «split payment», in base al quale per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di enti pubblici i soggetti cedenti o prestatori «non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto». In particolare, con l’intento di contrastare l’evasione dell’Iva in sede di riscossione, e previsto che tali soggetti – con riferimento agli enti pubblici – saranno tenuti «in ogni caso» a versare l’Iva agli stessi addebitata direttamente all’Erario e non al fornitore (cedente/prestatore), entro termini e con modalità che saranno stabiliti da un apposito decreto.
Dalla relazione di accompagnamento al disegno di legge della L. 190/2014 emerge che il nuovo art. 17­ter «attua una peculiare tipologia di “split payment” in base al quale viene accreditato al fornitore il solo importo del corrispettivo pagato dalla P.A., al netto dell’IVA indicata in fattura. Tale imposta viene sottratta alla disponibilità del fornitore e accreditata in un apposito conto per essere acquisita direttamente dall’Erario».
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