Whistleblowing, i casi in cui si procede all’archiviazione

31 Agosto 2019 Categorie: accertamento,agevolazioni,altro,antiriciclaggio,appalto,artigiani e commercianti,bilancio,blockchain,cittadini,crisi d impresa,Decreto Fallimento,dogana,edilizia,enti locali,Fallimentare,finanziamenti,fisco,governance e codice etico,guida 4.0,Industria 4.0,lavoro,locazione,marchi e brevetti,operazioni straordinarie,previdenz,previdenza,privacy,professionisti,responsabilità,revisione,riscossione,sicurezza sui luoghi di lavoro,societá,subappalto,terzo settore,

La legge 30 novembre 2017, n. 179, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (cd. whistleblowing) ha escluso, nei confronti di colui che segnali al responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente oppure all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) ovvero denunci all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, la possibilità per ciò stesso di essere sottoposto a sanzioni, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro. La segnalazione deve perseguire l’interesse dell’integrità della pubblica amministrazione. 

La norma ha altresì affidato all’ANAC, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, la predisposizione di linee guida per la presentazione e gestione delle segnalazioni idonee a garantire la riservatezza del dipendente segnalante.

In attuazione della norma, l’Autorità anticorruzione ha approvato il Regolamento contenente la disciplina del procedimento di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al citato art. 54-bis. Nella Gazzetta Ufficiale del 26 aprile 2019 è stata da ultimo pubblicata la delibera ANAC 10 aprile 2019 che ha apportato modifiche al predetto Regolamento. 

Le modifiche hanno interessato l’articolo 13 di quest’ultimo, introducendo:

  • la previsione dei casi di archiviazione diretta delle segnalazioni/comunicazioni (ad esempio manifesta mancanza di interesse all’integrità della pubblica amministrazione; 
  • incompetenza dell’Autorità sulle questioni segnalate; 
  • manifesta infondatezza ovvero insussistenza dei presupposti di legge per l’applicazione della sanzione; intervento dell’Autorità non più attuale; 
  • finalità emulative o contenuto generico della segnalazione/comunicazione; mancata, inidonea o inconferente documentazione). 

Nella medesima adunanza l’ANAC ha approvato il testo coordinato del Regolamento sull’esercizio del potere sanzionatorio in materia di tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità con le modifiche introdotte dalla delibera.


Sei interessato all’articolo? Scrivici e verrai contattato da un nostro Consultant

@ Beneggi e Associati | Commercialisti al servizio delle imprese | Meda | Milano