Assunzioni e responsabilità d’impresa nella Manovra 2026: incentivi mirati e penalizzazioni strategiche

Con la legge 30 dicembre 2025, n. 199, il legislatore non si limita a sostenere l’occupazione, ma costruisce un vero e proprio sistema di premialità e penalizzazioni rivolto alle imprese, con un duplice obiettivo:

  • favorire l’inclusione di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro;

  • scoraggiare comportamenti che producono esternalità negative, come la delocalizzazione improduttiva e l’assenza di copertura contro eventi naturali.

Le disposizioni si applicano trasversalmente nei bandi pubblici, nei criteri di accesso a incentivi fiscali e finanziari, e nelle misure di sostegno alla competitività. Le imprese sono valutate non solo su base economica, ma anche secondo logiche occupazionali, sociali e ambientali.

Premialità per assunzioni qualificate: giovani, donne, disabili

Viene riconosciuta una premialità misurabile (punteggio, priorità, accesso preferenziale) alle imprese che effettuano nel 2026 assunzioni a tempo indeterminato nei confronti di:

  • giovani under 35, senza precedenti esperienze stabili;

  • donne disoccupate da almeno 6 mesi (o 12 mesi in aree svantaggiate o settori a prevalenza maschile);

  • persone con disabilità riconosciuta, ai sensi della legge 68/1999.

La premialità non è di tipo contributivo, ma si manifesta:

  • nella partecipazione a bandi per fondi pubblici nazionali o regionali;

  • nella valutazione per incentivi a innovazione, sostenibilità, transizione digitale;

  • nella concessione di finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto e crediti d’imposta.

Il vantaggio è operativo e strategico: in un contesto competitivo, una posizione prioritaria nei bandi può fare la differenza tra ottenere o perdere un contributo rilevante.

Riserva per PMI: almeno il 40% delle risorse

Per correggere gli squilibri a favore delle grandi imprese, la Manovra introduce una clausola di riserva:

  • almeno il 40% delle risorse destinate a misure pubbliche di sostegno a imprese devono andare a PMI che abbiano effettuato assunzioni qualificate nel 2026.

Si tratta di un incentivo indiretto, ma fortemente efficace, che valorizza l’investimento occupazionale come elemento di merito e competitività, specie per le piccole imprese che normalmente accedono con più difficoltà ai meccanismi pubblici di finanziamento.

Penalizzazioni per delocalizzazioni e imprese prive di coperture assicurative

L’articolo 1, commi da 121 a 125, introduce misure penalizzanti per le imprese che:

  • delocalizzano in paesi extra-UE senza piano di reindustrializzazione o riconversione produttiva;

  • non stipulano polizze assicurative contro eventi catastrofali (es. sismi, alluvioni, eventi estremi), pur operando in zone ad alto rischio.

Le conseguenze sono rilevanti:

  • esclusione dai bandi pubblici e da forme di agevolazione a livello statale e regionale;

  • decadenza da contributi già concessi, in caso di delocalizzazione non notificata con 90 giorni di anticipo;

  • obbligo di restituzione integrale dei benefici fiscali ricevuti nei 24 mesi precedenti la delocalizzazione.

Esempi

Esempio 1 – PMI che assume una donna disoccupata
Una microimpresa lombarda assume a tempo indeterminato una donna disoccupata da oltre 6 mesi nel febbraio 2026.
→ Grazie a questa assunzione, accede con priorità a un bando regionale per digitalizzazione, riservato al 40% alle PMI con assunzioni qualificate. Ottiene punteggio maggiorato e viene ammessa al finanziamento.

Esempio 2 – Grande impresa che delocalizza
Un’azienda manifatturiera decide di trasferire parte della produzione in Serbia, senza notificare il piano e senza misure di compensazione occupazionale.
→ Viene esclusa da un bando nazionale per incentivi 4.0 e perde il diritto a un credito d’imposta per investimenti green fruito nei 12 mesi precedenti.

Esempio 3 – Impresa senza polizza catastrofale
Una media impresa logistica opera in un’area a rischio sismico ma non ha stipulato alcuna copertura assicurativa.
→ In base al nuovo sistema, è esclusa da una misura di cofinanziamento per l’adeguamento antisismico dei capannoni, pur avendo i requisiti tecnici.

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Tiziano Beneggi

Gennaio 5, 2026

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