Holding, strada tutta in salita per la programmazione fiscale

Holding industriali: le novità del Ddl Bilancio 2026 e la fine dell’addizionale Irpef al 10% cambiano la programmazione fiscale

Il quadro normativo 2025-2026 impone un ripensamento radicale delle strategie di tax planning per le holding industriali. Le novità già operative, insieme alle misure previste nel disegno di legge di Bilancio 2026, ridefiniscono i margini operativi, moltiplicando i fattori di attenzione per gli organi societari, i CFO e i consulenti. Il perimetro normativo si è fatto più complesso, e ogni scelta va calibrata con metodo e visione.

Tre direttrici di impatto immediato

1. Deducibilità limitata al 5% per premi legati a cessioni PEX Con la risposta n. 90/2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i compensi variabili corrisposti a dirigenti e amministratori in relazione a operazioni di dismissione di partecipazioni PEX (Partecipazioni Esenti) sono deducibili solo nella misura del 5%. La motivazione si fonda sulla correlazione con la plusvalenza esente e sulla contabilizzazione a diretta riduzione di essa. Ciò impone una valutazione stringente dei contratti incentivanti e del legame causale tra bonus e risultati PEX.

2. Abrogazione dell’addizionale IRPEF 10% L’articolo 1-bis del DL 84/2025 ha escluso dall’applicazione dell’addizionale IRPEF del 10% i compensi variabili percepiti, a partire dal 2025, da amministratori e manager delle holding industriali. La norma si applica anche ai compensi maturati in anni precedenti ma erogati nel 2025, secondo il principio di cassa. Resta aperto il tema del recupero su base retroattiva: l’ordine del giorno approvato alla Camera (n. 9/02460-A/003) impegna il Governo a valutare una possibile estensione dell’esclusione fino al 2018.

3. Misure restrittive del Ddl Bilancio 2026 Il disegno di legge all’esame del Senato prevede:

  • estensione a 5 anni del periodo minimo di possesso per rateizzare le plusvalenze non PEX e riduzione delle rate da 5 a 3 (art. 15);
  • tassazione integrale dei dividendi da partecipazioni non qualificate (<10%) (art. 18);
  • incremento dell’aliquota IRAP di 2 punti percentuali dal 2026 al 2028 (art. 21);
  • limiti alla deducibilità delle svalutazioni per soggetti IAS (art. 31);
  • tassazione come ricavo della plusvalenza da cessione di azioni proprie e nuove regole sulle stock option cash settled (art. 32).

Implicazioni operative per le holding

Le società holding di partecipazione industriale, ai sensi dell’art. 162-bis, comma 3, TUIR, dovranno:

  • riesaminare le politiche retributive variabili legate a operazioni straordinarie;
  • aggiornare i contratti dei dirigenti alla luce della deducibilità limitata;
  • valutare le strategie di dismissione e la catena societaria in previsione delle nuove condizioni di realizzo e distribuzione;
  • misurare l’impatto finanziario delle modifiche IRAP e dei criteri di deducibilità per i soggetti IAS.

Orientarsi in un contesto in evoluzione

La coesistenza di provvedimenti già efficaci con misure ancora in fase legislativa richiede un approccio analitico e prospettico.
Beneggi e Associati supporta holding industriali e gruppi societari nella valutazione preventiva degli effetti delle nuove disposizioni, nell’adeguamento dei modelli di compensazione variabile e nella pianificazione delle operazioni straordinarie, in un contesto di costante aggiornamento normativo.

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