L’articolo 1, commi da 227 a 231 della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) introduce un nuovo intervento nazionale dedicato ai caregiver familiari. La misura riconosce formalmente il valore sociale dell’assistenza non professionale prestata in ambito familiare a persone con disabilità grave o gravissima e avvia un percorso strutturale di sostegno economico e tutela sociale.
Il provvedimento istituisce un fondo nazionale permanente a decorrere dal 2026, con dotazioni progressivamente crescenti, e prevede contributi mensili fino a 400 euro per i caregiver che assistono in modo continuativo e prevalente, a condizione che siano conviventi con la persona assistita e rispettino specifici requisiti legati all’intensità dell’impegno e alla situazione economica del nucleo.
In parallelo, vengono promosse misure non economiche orientate alla conciliazione tra attività di cura e vita lavorativa, alla formazione e al sostegno psicologico del caregiver, e alla realizzazione di progetti di inclusione sociale per le persone assistite.
Requisiti e funzionamento del contributo
Il contributo economico è riconosciuto al caregiver familiare convivente e prevalente, definito come il soggetto che presta assistenza per almeno 91 ore settimanali a una persona con disabilità grave o non autosufficiente.
L’importo può arrivare fino a 400 euro mensili, calcolati in base a parametri oggettivi che includono:
-
intensità e continuità dell’assistenza prestata;
-
convivenza anagrafica con la persona assistita;
-
soglie ISEE del nucleo familiare;
-
certificazione della disabilità e del bisogno di assistenza continuativa.
I criteri operativi, le modalità di domanda e gli strumenti di erogazione saranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro il primo semestre 2026.
Il fondo prevede una dotazione iniziale per l’anno 2026 destinata alla fase organizzativa e, a partire dal 2027, una copertura strutturale annuale per la gestione ordinaria delle misure.
Misure non economiche e progetti territoriali
Oltre al contributo diretto, la normativa prevede lo sviluppo di interventi di supporto non monetario, tra cui:
-
programmi di conciliazione tra lavoro e cura (es. flessibilità oraria, congedi mirati);
-
percorsi di formazione per caregiver, anche in modalità a distanza;
-
servizi di sostegno psicologico e di sollievo temporaneo;
-
progetti di inclusione sociale per le persone con disabilità assistite, in coordinamento con enti locali e Terzo settore.
L’attuazione dei progetti potrà essere affidata a enti pubblici e privati, anche in forma associata, attraverso avvisi pubblici o convenzioni, con criteri di trasparenza, rendicontazione e verifica dell’impatto sociale.
Esempi
Esempio 1 – Contributo al caregiver convivente
Un uomo di 56 anni assiste quotidianamente la moglie affetta da una grave forma di disabilità neurodegenerativa, prestando assistenza per circa 100 ore settimanali. Risiedono insieme e il nucleo ha un ISEE inferiore a 25.000 euro. A partire dal 2027, può accedere al contributo mensile, ottenendo fino a 400 euro al mese, subordinatamente alla domanda e alla verifica dei requisiti.
Esempio 2 – Progetto integrato di supporto e inclusione
Un’unione di comuni e una cooperativa sociale presentano un progetto sperimentale che include formazione online per caregiver, assistenza domiciliare integrata e laboratori di socializzazione per persone con disabilità grave. Il progetto ottiene finanziamento nell’ambito delle risorse del fondo e viene attuato in tre territori contigui.