Nel panorama degli adempimenti IVA, la ventilazione dei corrispettivi rappresenta un regime agevolato destinato a specifiche categorie di contribuenti, come commercianti al dettaglio e soggetti assimilati. Anche per il 2026, questo meccanismo viene confermato come applicabile, seppur con sempre maggiori vincoli documentali e con una tracciabilità dei flussi che ne impone una gestione rigorosa.
La Manovra 2026 non modifica la disciplina della ventilazione, ma ne conferma la legittimità, lasciando impregiudicata la possibilità per gli esercenti di continuare a utilizzarla, a condizione che sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dal quadro normativo vigente.
Cos’è la ventilazione dei corrispettivi
Si tratta di un metodo alternativo di liquidazione dell’IVA, che consente di determinare l’imposta da versare non sulla base delle singole aliquote dei prodotti venduti, ma mediante una percentuale media calcolata sui documenti di acquisto.
È riservata ai soggetti che:
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effettuano vendite al dettaglio o operazioni ad esse assimilate;
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operano nel commercio al minuto in forma non analitica;
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non sono in grado o non intendono individuare l’aliquota specifica per ogni singola operazione di vendita.
In pratica, si applica un coefficiente medio di ventilazione alle vendite complessive, determinando così l’IVA dovuta in modo forfettario.
Requisiti operativi e limiti
La ventilazione è ammessa solo se:
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i corrispettivi sono certificati con registratori telematici o sistemi equivalenti;
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gli acquisti sono documentati con fatture separate per le varie aliquote IVA;
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le aliquote utilizzate nella ventilazione coincidono con quelle effettivamente applicate alle merci acquistate.
È vietata l’applicazione se le vendite sono prevalentemente a soggetti passivi IVA, o se si utilizzano modalità di fatturazione analitica.
Esempi
Esempio 1 – Applicazione regolare
Un negozio di alimentari effettua vendite al dettaglio di prodotti con aliquote miste (4%, 10%, 22%). Gli acquisti sono documentati con fatture separate e l’IVA è ventilata secondo le percentuali ministeriali. L’IVA è liquidata correttamente senza distinzione puntuale tra i beni venduti.
Esempio 2 – Applicazione impropria
Una cartoleria che emette fattura per ogni vendita applica comunque la ventilazione. L’Agenzia, in sede di verifica, contesta il regime: trattandosi di operazioni documentate singolarmente, la ventilazione è esclusa.
La conferma di questo regime anche per il 2026 permette ai soggetti interessati di mantenere una gestione IVA semplificata, ma richiede massima attenzione nel rispetto delle condizioni.