La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) ha confermato e rifinanziato, con una dotazione di 60 milioni di euro, il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica dei prodotti. La misura prevede un’agevolazione pari al 10% delle spese ammissibili, con un limite massimo di 2 milioni di euro per ciascun periodo d’imposta.
Il credito è destinato a tutte le imprese residenti o con stabile organizzazione in Italia, indipendentemente da forma giuridica, dimensione o settore economico, a condizione che svolgano attività che comportino la progettazione e la valorizzazione estetica dei prodotti.
Sono agevolabili le attività finalizzate a innovare in modo significativo la forma, le linee, i colori, i materiali e gli elementi grafici del prodotto. L’ambito oggettivo comprende prodotti industriali e artigianali, componenti, imballaggi, caratteri tipografici, simboli grafici e presentazioni.
Per settori come l’abbigliamento, sono considerate ammissibili le attività legate alla creazione di nuove collezioni e campionari con elementi innovativi. Non sono invece agevolabili interventi di mero adattamento su prodotti esistenti.
Tra le spese agevolabili rientrano:
- costi del personale dipendente direttamente impiegato;
- compensi per consulenti esterni;
- ammortamenti di strumenti e attrezzature per design e prototipazione;
- materiali e forniture utilizzate nella realizzazione dei prototipi.
Le spese devono essere sostenute nel periodo d’imposta, contabilizzate correttamente e coerenti con la documentazione progettuale. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, non è imponibile ai fini IRES/IRPEF e non rileva ai fini IRAP.
La misura ha l’obiettivo di supportare lo sviluppo di prodotti a più alto valore aggiunto, con particolare riferimento alle imprese manifatturiere orientate all’export e al rinnovamento periodico dell’offerta.