Decreto fiscale 2026: permute Iva, concordato e soglia 5.000 euro

Aggiornato al 18 giugno 2026

In sintesi. Il decreto fiscale 2026, cioè il Dl 38/2026 convertito dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 (Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026), riscrive la base imponibile Iva delle permute, sposta al 31 ottobre 2026 il termine per aderire al concordato preventivo biennale e introduce nuovi limiti alle proposte dell’Agenzia per i contribuenti con indice Isa inferiore a 8. La conversione esclude inoltre dall’Irpef i redditi di alcuni marittimi e fissa all’89,77 per cento il credito 2026 per Transizione 5.0. Dal 15 giugno 2026, infine, anche i compensi dei professionisti pagati dalla Pubblica amministrazione sono sottoposti al controllo sulle cartelle, con un importo minimo di 5.000 euro.

Permute: la base imponibile Iva non scende sotto i costi

La legge di conversione sostituisce la lettera d) dell’articolo 13, comma 2, del Dpr 633/1972. Nelle permute e nelle dazioni in pagamento la base imponibile è il controvalore in denaro di ciò che le parti si scambiano, come indicato nel contratto. Quel valore non può però essere inferiore all’ammontare complessivo dei costi riferibili alle cessioni e alle prestazioni di ciascuna parte, calcolati nel momento in cui le operazioni vengono effettuate.

La regola vale per le operazioni eseguite in base a contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Per i contratti anteriori restano salvi i comportamenti conformi alla disciplina in vigore al 31 dicembre 2025, fino all’entrata in vigore della legge di conversione. Non si dà luogo a rimborsi né a variazioni dell’imposta già liquidata. Sono abrogati i commi 138 e 139 dell’articolo 1 della legge 199/2025. Una modifica analoga è apportata all’articolo 27, comma 2, lettera d), del testo unico Iva (D.Lgs. 10/2026).

Esempio, calcolo nostro. Due imprese si scambiano beni: il contratto fissa un valore di 8.000 euro, ma i costi riferibili alla cessione di una parte sono 9.000 euro. La base imponibile non può scendere sotto 9.000 euro e, con aliquota ordinaria del 22 per cento, l’Iva è 1.980 euro.

Concordato preventivo biennale: nuovo termine e tetti alle proposte

Per il biennio 2026-2027 si può accettare la proposta fino al 31 ottobre 2026. Chi ha un esercizio non coincidente con il calendario ha tempo fino all’ultimo giorno del decimo mese dopo la chiusura. I programmi informatici per il 2026 vanno resi disponibili entro il 15 maggio 2026.

L’articolo 7-bis completa i limiti dell’articolo 9, comma 3-bis, del D.Lgs. 13/2024. La proposta di reddito concordato non può superare il reddito indicato per l’anno antecedente, rettificato, maggiorato al massimo di queste percentuali: 10 per cento con Isa pari a 10; 15 per cento con Isa da 9 a meno di 10; 25 per cento da 8 a meno di 9; 30 per cento da 6 a meno di 8; 35 per cento da 1 a meno di 6. Le ultime due fasce sono la novità.

Esempio, calcolo nostro. Con reddito rettificato di 40.000 euro e Isa pari a 7, la proposta non può superare 40.000 × 1,30 = 52.000 euro.

Pagamenti della pubblica amministrazione ai professionisti

L’articolo 2-ter modifica il comma 1-ter dell’articolo 48-bis del Dpr 602/1973. Dal 15 giugno 2026 il controllo sugli inadempimenti di cartelle si applica anche ai pagamenti fino a 5.000 euro dovuti agli esercenti arti e professioni per la loro attività. La verifica riguarda il beneficiario inadempiente per cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a 5.000 euro, anziché per cartelle «di qualunque ammontare». In questo caso la Pubblica amministrazione paga direttamente all’Agente della riscossione fino a concorrenza del debito.

Marittimi, impatriati e neo-residenti

L’articolo 2-bis aggiunge la lettera d-quater all’articolo 3, comma 3, del Tuir: sono esclusi dall’Irpef i redditi da lavoro dipendente dei marittimi con residenza italiana con una permanenza a bordo superiore a 183 giorni su un periodo di dodici mesi, a bordo di navi con bandiera estera, diverse da quelle del registro internazionale. Quei redditi contano comunque nei casi in cui una norma richiede requisiti reddituali.

L’articolo 2 aggiunge, nel comma 154 dell’articolo 1 della legge 232/2016, il rinvio all’articolo 5 del D.Lgs. 209/2023, per chi porta la residenza fiscale in Italia a partire dal 2027. Secondo le sintesi consultate, l’effetto è che la flat tax per i nuovi residenti con redditi esteri (articolo 24-bis del Tuir) non si cumula con il nuovo regime degli impatriati.

Investimenti: Transizione 5.0 e maggiorazione dell’ammortamento

L’articolo 8 riconosce nel 2026 un credito d’imposta alle imprese che avevano presentato le comunicazioni previste, ottenuto dal Gse la conferma tecnica dell’ammissibilità e trovato esaurite le risorse. Il credito è pari all’89,77 per cento di quanto richiesto, nel limite di 1.302,3 milioni di euro, e riguarda gli investimenti degli allegati A e B alla legge 232/2016 e i costi per la formazione dei dipendenti.

L’articolo 7 elimina il requisito che i beni agevolabili con la maggiorazione dell’ammortamento siano prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. La modifica vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026.

Avviamento negativo nelle cessioni d’azienda

Per chi redige il bilancio con i principi contabili internazionali, la differenza negativa tra corrispettivo e valore dell’azienda o del ramo ceduto, nelle operazioni dell’articolo 1, comma 237, della legge 234/2021, concorre al reddito in quote costanti nell’esercizio e nei quattro successivi (articolo 86, comma 5-ter, del Tuir).

Domande frequenti

Entro quando si aderisce al concordato preventivo biennale 2026-2027?
Fino al 31 ottobre 2026, se il bilancio si chiude il 31 dicembre.

La nuova base imponibile delle permute vale per i contratti già in corso?
Vale per i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026; per i precedenti restano salvi i comportamenti conformi alla disciplina al 31 dicembre 2025.

Che cosa cambia per i professionisti che lavorano con la Pubblica amministrazione?
Dal 15 giugno 2026 il pagamento viene controllato anche sotto i 5.000 euro, ma l’intervento sul credito scatta solo se le cartelle non pagate valgono almeno 5.000 euro.

I redditi dei marittimi esclusi dall’Irpef contano per i requisiti reddituali?
Sì: la norma stabilisce che si tiene conto anche di questi redditi quando una disposizione richiede requisiti reddituali.

Fonti

Letti: Dl 27 marzo 2026, n. 38, testo vigente al 19 giugno 2026, e legge 22 maggio 2026, n. 88, su Normattiva (articoli 1, 2, 2-bis, 2-ter, 3, 7, 7-bis, 8); D.Lgs. 13/2024, articolo 9, e Dpr 602/1973, articolo 48-bis, su Normattiva; Studio Pizzano e EC News (sintesi della legge di conversione). Non letti: il comma 4 dell’articolo 1 del decreto, il cui testo non è stato riportato dagli strumenti di lettura, e gli articoli non trattati; il comma 154 dell’articolo 1 della legge 232/2016 (la cumulabilità è riferita dalle sintesi); Il Sole 24 Ore, Eutekne e Ipsoa non consultati sul tema. Il Tuir è citato con la numerazione del Dpr 917/1986, in vigore per il 2026.

Contenuto a carattere informativo: non sostituisce una consulenza sul singolo caso.

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Tiziano Beneggi

Giugno 18, 2026

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