Da Simest arrivano nuovi aiuti alle imprese per gestire il caro energia, in un contesto internazionale ancora segnato dalle tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico. La misura “Energia per la competitività internazionale”, recentemente aperta anche al regime “de minimis”, si propone di sostenere le imprese italiane colpite dall’aumento dei costi energetici o dalla contrazione del fatturato, incentivando al tempo stesso investimenti in transizione digitale, ecologica e rafforzamento patrimoniale.
L’intervento si colloca nel solco delle politiche di supporto all’internazionalizzazione e mira a coniugare l’esigenza di mitigare gli effetti della crisi energetica con l’obiettivo strategico di consolidare la presenza delle imprese italiane sui mercati esteri.
La misura Simest “Energia per la competitività internazionale”
L’agevolazione gestita da Simest prevede un finanziamento agevolato abbinato a una quota di contributo a fondo perduto, calcolata sull’importo del progetto di investimento e non sul valore del danno subito. La percentuale di fondo perduto è fissata al 20% per tutte le imprese beneficiarie, con un incremento del 10% riservato alle Pmi, incluse le microimprese, che possono così arrivare a un contributo complessivo del 30%.
La misura è concessa nel rispetto dei limiti previsti dalla disciplina europea sugli aiuti “de minimis” e resta accessibile, salvo esaurimento delle risorse, fino al 31 dicembre 2026.
Imprese beneficiarie e perimetro soggettivo
Possono presentare domanda sia le Pmi, comprese le microimprese, sia le altre imprese di maggiori dimensioni. È richiesto che il soggetto richiedente sia un’impresa italiana con almeno due esercizi completi alle spalle e che abbia depositato presso il Registro delle imprese almeno due bilanci relativi a esercizi completi precedenti, già approvati o per i quali siano decorsi i termini di deposito.
Per le imprese non obbligate al deposito del bilancio, il requisito dimensionale è verificato attraverso le dichiarazioni dei redditi degli ultimi due esercizi e tramite prospetti economico‑patrimoniali redatti secondo i criteri civilistici e fiscali.
Il collegamento con la crisi energetica internazionale
Elemento qualificante della misura è il nesso con l’attuale scenario di crisi nell’area del Golfo Persico. L’impresa deve dimostrare di essere stata colpita, direttamente o indirettamente, dagli effetti del conflitto, attraverso il verificarsi di almeno una delle due condizioni alternative previste.
La prima riguarda l’incremento dei costi medi unitari energetici, che deve essere pari ad almeno il 10%. La seconda concerne invece la riduzione del fatturato, misurata sulla voce A1 del conto economico, anch’essa in misura non inferiore al 10%. Entrambe le condizioni sono considerate valide ai fini dell’accesso all’agevolazione.
Il periodo di confronto e l’asseverazione del revisore
Il confronto deve essere effettuato prendendo a riferimento il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il termine di uno o due mesi antecedenti la presentazione della domanda, a scelta dell’impresa, raffrontandolo con il medesimo periodo dell’esercizio 2025.
La sussistenza di almeno uno dei due requisiti deve essere attestata mediante un’asseverazione rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione iscritti al Registro dei revisori contabili tenuto dal Mef. L’asseverazione deve essere redatta secondo il format predisposto da Simest, a conferma dell’attenzione posta sulla tracciabilità e sulla correttezza dei dati economici dichiarati.
Il requisito dell’internazionalizzazione
Accanto al requisito legato alla crisi energetica, la misura richiede anche il rispetto di condizioni connesse all’internazionalizzazione. In via ordinaria, l’impresa deve presentare un fatturato export pari almeno al 10% dell’ultimo bilancio approvato.
La soglia è ridotta al 3% per le imprese energivore o inserite in un percorso di efficientamento energetico. In alternativa, possono accedere all’agevolazione le imprese inserite in filiere esportatrici, a condizione che abbiano realizzato almeno il 10% del fatturato complessivo verso una o più imprese clienti esportatrici, ciascuna con un fatturato export almeno pari al 3%.
Progetti finanziabili e tempistiche
I progetti presentati devono essere finalizzati a investimenti in transizione digitale e o ecologica, che possono coprire una quota della spesa compresa tra il 10% e il 100% dell’importo complessivo. La parte eventualmente residua può essere destinata al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
I tempi di realizzazione del progetto sono fissati in 24 mesi. È importante sottolineare che la data del 31 dicembre 2026 riguarda esclusivamente la presentazione della domanda: l’avvio dell’investimento può avvenire anche successivamente all’invio dell’istanza.
Importi minimi e massimali dell’intervento
L’importo minimo finanziabile è pari a 10mila euro. L’importo massimo è determinato dal minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci, calcolati sulla voce A1 del conto economico, e i limiti assoluti previsti in base alla dimensione dell’impresa.
Per le microimprese il tetto massimo è fissato a 500mila euro. Per le Pmi, comprese le Pmi innovative e le start up innovative, il limite sale a 2,5 milioni di euro. Per le altre imprese l’importo massimo finanziabile raggiunge i 5 milioni di euro.
Il fondo perduto e il limite “de minimis”
La quota di contributo a fondo perduto, pari al 20% per tutte le imprese e incrementabile del 10% per le Pmi, è soggetta al limite massimo di 200mila euro complessivi, in coerenza con la disciplina “de minimis”.
Questo aspetto rende particolarmente rilevante una pianificazione attenta degli aiuti già ricevuti dall’impresa nel triennio di riferimento, per evitare il superamento dei massimali consentiti dalla normativa europea.
Call to action
Per le imprese che operano sui mercati esteri o che fanno parte di filiere esportatrici, la misura Simest sul caro energia rappresenta un’opportunità concreta per sostenere investimenti strategici in una fase di forte volatilità dei costi. Approfondire i requisiti, valutare l’impatto sul plafond “de minimis” e strutturare correttamente il progetto di investimento consente di massimizzare il beneficio. Nei nostri approfondimenti dedicati trovi schede operative, esempi applicativi e aggiornamenti continui sulle agevolazioni Simest e sugli strumenti di supporto all’internazionalizzazione.
Conclusioni
Da Simest arrivano aiuti mirati alle imprese per gestire il caro energia senza rinunciare alla competitività internazionale. La combinazione tra finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto, unita alla flessibilità dei progetti finanziabili, rende la misura uno strumento di politica industriale rilevante nel contesto attuale. La chiave di accesso resta la capacità dell’impresa di dimostrare l’impatto della crisi energetica e, al tempo stesso, di presentare un progetto credibile di sviluppo e rafforzamento competitivo.