Lo sviluppo tecnologico delle startup innovative sostenuto da Finlombarda rappresenta una delle misure più rilevanti del PR FESR 2021‑2027 per il rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione in Lombardia. L’Azione 1.3.3, di prossima attivazione, mette a disposizione oltre 15,6 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto per accompagnare le startup nelle fasi più delicate del ciclo di vita tecnologico, dal proof‑of‑concept fino alla validazione industriale.
L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche regionali di sostegno alla ricerca, allo sviluppo sperimentale e all’innovazione, con l’obiettivo di colmare il divario tra ideazione e mercato, favorendo la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico e con forte potenziale di scalabilità.
Il contesto del PR FESR 2021‑2027 e il ruolo di Finlombarda
Il Programma Regionale FESR 2021‑2027 individua nell’innovazione e nello sviluppo tecnologico uno dei pilastri strategici per la competitività del territorio lombardo. In questo contesto, Finlombarda S.p.A. opera come soggetto gestore delle agevolazioni, assicurando coerenza tra le risorse europee, le priorità regionali e le esigenze concrete delle imprese innovative.
L’Azione 1.3.3 è specificamente orientata alle startup innovative, riconosciute come motore di trasferimento tecnologico e di sperimentazione di nuovi modelli di business, ma spesso penalizzate da vincoli finanziari nelle fasi iniziali di sviluppo.
Soggetti beneficiari e requisiti di accesso
Possono accedere all’agevolazione le piccole imprese costituite in forma di società di capitali che risultino iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese dedicata alle startup innovative, ai sensi del decreto‑legge 18 ottobre 2012, n. 179. Alla data di presentazione della domanda, l’impresa deve essere regolarmente costituita, iscritta e attiva da non più di 36 mesi. Sono ammesse anche le imprese costituite da non oltre 60 mesi, purché dimostrino di trovarsi ancora in una fase di sviluppo tecnologico, con un livello di maturità tecnologica pari o inferiore a TRL 6.
Ulteriori condizioni riguardano l’assenza di quotazione su mercati regolamentati, la mancata distribuzione di utili, la regolarità contributiva e il rispetto dell’obbligo di stipula delle polizze catastrofali. È inoltre richiesto che l’impresa abbia o si impegni a costituire una sede operativa in Lombardia presso la quale realizzare le attività progettuali.
Ambito settoriale e codici Ateco
La misura presenta un perimetro settoriale estremamente ampio, ricomprendendo tutte le principali sezioni Ateco, dall’agricoltura alle attività manifatturiere, dai servizi di informazione e comunicazione alle attività professionali, scientifiche e tecniche. Questa impostazione riflette la volontà di sostenere l’innovazione in modo trasversale, senza limitazioni settoriali rigide, valorizzando la capacità delle startup di generare soluzioni tecnologiche applicabili a contesti produttivi diversi.
Progetti ammissibili e obiettivi tecnologici
I progetti finanziabili sono finalizzati ad aumentare il grado di maturità tecnologica delle soluzioni sviluppate dalle startup attraverso attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. L’obiettivo è accompagnare il passaggio da un prototipo iniziale o da una fase di proof‑of‑concept verso una validazione industriale, in grado di dimostrare l’efficacia, la scalabilità e l’applicabilità della tecnologia in contesti reali.
Rientrano tra gli interventi ammissibili la progettazione iniziale dell’idea, lo sviluppo del primo prototipo o MVP, gli studi di fattibilità tecnico‑scientifica, la sperimentazione e i test pre‑lancio, fino alle attività di ingegnerizzazione e ottimizzazione del prodotto o servizio. È ammesso il raggiungimento di livelli di maturità tecnologica superiori, purché coerente con il percorso di sviluppo e validazione previsto dal progetto.
Localizzazione, tempi e dimensione finanziaria dei progetti
I progetti devono essere realizzati presso una sede operativa ubicata in Lombardia e prevedere un importo di spesa non inferiore a 150.000 euro. Il tetto massimo ordinario è fissato a 1.250.000 euro, elevabile fino a 1.875.000 euro qualora la sede operativa sia localizzata in una zona assistita ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE.
Le attività devono essere avviate successivamente alla presentazione della domanda e concluse, con relativa rendicontazione, entro 15 mesi dalla notifica del decreto di concessione, con possibilità di proroga motivata fino a un massimo di ulteriori sei mesi.
Spese ammissibili e struttura dei costi
Sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda, purché strettamente funzionali al progetto. Rientrano tra queste l’acquisto di macchinari, strumentazione e hardware dedicati alle attività di ricerca e sviluppo, l’acquisizione di software, licenze e servizi cloud, nonché i costi per materiali direttamente imputabili al progetto.
Un ruolo centrale è riconosciuto alle consulenze tecnico‑scientifiche e specialistiche, che possono riguardare analisi di libertà di attuazione, progettazione del prodotto pilota, attività di testing, collaudo, certificazione e prototipazione, oltre alla protezione della proprietà intellettuale. Sono ammesse anche consulenze legali ed economico‑finanziarie, entro il limite del 20% delle spese principali.
Il costo del personale interno è riconosciuto in misura forfettaria pari al 20% dei costi diretti, mentre i costi indiretti sono ammessi in misura forfettaria del 7%, in conformità al Regolamento (UE) 2021/1060.
Tipo di agevolazione e intensità del contributo
La dotazione complessiva della misura ammonta a 15.637.408,95 euro. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili. L’importo massimo concedibile è pari a un milione di euro, elevabile a 1,5 milioni di euro per le imprese localizzate nelle zone assistite.
La misura non rientra nel regime “de minimis”, ma è concessa in applicazione del Regolamento GBER, consentendo quindi intensità di aiuto elevate e una maggiore flessibilità nella strutturazione dei progetti.
Cumulabilità e vincoli
È ammesso il cumulo con altre agevolazioni qualificabili come aiuti di Stato sulle medesime spese, a condizione che non venga superata l’intensità massima di aiuto consentita dal Regolamento (UE) n. 651/2014. È inoltre consentito il cumulo con misure generali che non costituiscono aiuto di Stato, come gli incentivi fiscali, fino al 100% dei costi ammissibili. Resta invece espressamente escluso il cumulo con agevolazioni finanziate a valere su risorse PNRR.
Iter procedurale e prossimi passaggi
La misura sarà attuata mediante procedura valutativa a graduatoria. Ogni soggetto potrà presentare una sola domanda. Le informazioni attualmente disponibili derivano dalla scheda pre‑informativa pubblicata sul BURL il 27 maggio 2026; ulteriori dettagli operativi saranno definiti con la pubblicazione del bando attuativo.
Call to action
Per le startup innovative lombarde, il bando Finlombarda sullo sviluppo tecnologico rappresenta un’occasione strategica per finanziare attività di ricerca, prototipazione e validazione industriale con un’intensità di aiuto difficilmente replicabile da altri strumenti. Preparare per tempo il progetto, la documentazione tecnica e il percorso di maturità tecnologica consente di aumentare significativamente le probabilità di accesso al contributo. Nei nostri approfondimenti dedicati trovi guide operative, check‑list di ammissibilità e aggiornamenti costanti sui bandi regionali per l’innovazione.
Conclusioni
Lo sviluppo tecnologico delle startup innovative sostenuto da Finlombarda si configura come un intervento mirato e coerente con le priorità europee e regionali in materia di innovazione. L’elevata intensità del contributo, unita alla flessibilità delle spese ammissibili e alla centralità del percorso tecnologico, rende la misura particolarmente attrattiva per le imprese in fase di crescita. La chiave del successo risiede nella capacità di presentare progetti solidi, tecnicamente maturi e allineati agli obiettivi del PR FESR 2021‑2027.