Maxi-deduzione nuove assunzioni: come usarla per ridurre il costo del lavoro

La maxi-deduzione per nuove assunzioni è uno degli strumenti fiscali più rilevanti oggi disponibili per imprese e professionisti che intendono crescere attraverso l’inserimento di personale stabile.

La misura, introdotta dall’articolo 4 del Dlgs 216/2023 e prorogata dalla legge di Bilancio 2025 fino al 2027, interviene direttamente sulla base imponibile, aumentando la deducibilità del costo del lavoro.

Dal punto di vista operativo, questo significa che una parte del costo sostenuto per le nuove assunzioni viene “amplificata” fiscalmente, riducendo l’IRES o l’IRPEF dovuta.

Per un imprenditore o un CFO, il tema non è tanto l’incentivo in sé, ma il suo impatto sul conto economico: trasformare un costo fisso in una leva fiscale.

Come funziona la maxi-deduzione nel concreto

Il meccanismo è lineare, ma con alcune condizioni che fanno la differenza.

Il costo del personale assunto a tempo indeterminato viene maggiorato del 20% ai fini fiscali. In presenza di categorie specifiche considerate prioritarie, la maggiorazione può arrivare al 30%.

Tradotto nella pratica aziendale, significa che ogni euro di costo del lavoro genera una deduzione superiore rispetto al valore contabile.

Questo è il motivo per cui la misura viene spesso descritta come una deduzione “al 120% o 130%”. Non si tratta di un’aliquota, ma di una base imponibile più ampia su cui calcolare il reddito.

Per chi gestisce numeri, questo si traduce in un abbattimento immediato dell’imposizione.

Il vero punto critico: l’incremento occupazionale

La condizione decisiva non è il tipo di contratto, ma l’andamento dell’organico.

Per accedere al beneficio, devono verificarsi due condizioni contemporaneamente.

La prima è l’incremento del numero dei dipendenti a tempo indeterminato rispetto alla media dell’anno precedente.

La seconda è l’incremento del numero complessivo dei dipendenti, includendo anche i contratti a tempo determinato.

Questo punto è spesso sottovalutato nelle prime valutazioni. Non è sufficiente assumere a tempo indeterminato: l’azienda deve realmente crescere in termini di forza lavoro totale.

Se l’organico complessivo resta invariato o si riduce, il beneficio non spetta.

Il confronto con l’anno precedente: cosa significa davvero

Per capire se si rientra nell’agevolazione, bisogna guardare ai numeri in modo corretto.

Il confronto non si fa su base “fine anno contro fine anno”, ma sulla media occupazionale dell’anno precedente.

Questa media viene calcolata considerando i giorni effettivi di lavoro dei dipendenti.

Dal punto di vista operativo, questo significa che un’azienda con elevato turnover potrebbe avere una base di confronto più bassa e quindi accedere più facilmente al beneficio.

Per un CFO, questo passaggio è essenziale perché modifica la lettura dei dati e può aprire o chiudere l’accesso all’agevolazione.

Quanto vale realmente la maxi-deduzione

Il valore della misura dipende dal livello di redditività e dalla struttura fiscale dell’impresa.

Su una società soggetta a IRES, la maggiorazione del costo del lavoro produce un abbattimento immediato dell’imponibile.

Se si considera un’aliquota del 24%, una maggiorazione del 20% genera un risparmio fiscale tangibile su ogni nuova assunzione.

In un contesto di crescita, il beneficio diventa progressivo e incide direttamente sul margine netto.

Questo è il motivo per cui la maxi-deduzione non va letta come incentivo accessorio, ma come variabile di pianificazione.

Il limite da non sottovalutare

Un aspetto tecnico ma con impatto concreto riguarda il limite alla deduzione.

La maggiorazione si applica al minore tra il costo effettivo dei nuovi assunti e l’incremento complessivo del costo del personale.

Questo evita che il beneficio venga utilizzato in modo disallineato rispetto alla crescita reale.

In termini aziendali, significa che il vantaggio fiscale è sempre legato a un aumento effettivo dei costi del lavoro.

Non esiste quindi un beneficio “artificiale”: la leva funziona solo se l’azienda investe davvero.

Chi può utilizzarla e in quali condizioni

La platea dei beneficiari è ampia e comprende imprese, professionisti ed enti che producono reddito imponibile in modo analitico.

Sono escluse le situazioni non operative o in fase di liquidazione, coerentemente con la finalità della norma che è quella di sostenere la crescita.

È inoltre richiesto che l’attività sia effettivamente attiva da almeno un anno prima dell’accesso al beneficio.

Questo rafforza l’impostazione della misura come incentivo strutturale e non occasionale.

Il tema dei gruppi: una lettura non solo aziendale

Per le imprese inserite in gruppi, la valutazione non si limita alla singola società.

Il legislatore considera il gruppo come un unico soggetto economico.

Questo comporta che eventuali riduzioni di personale in altre società collegate o controllate possano annullare l’incremento registrato altrove.

Per chi gestisce realtà strutturate, questo è uno degli elementi più delicati, perché richiede una lettura consolidata dei dati occupazionali.

Maxi-deduzione e decisioni operative

La maxi-deduzione nuove assunzioni incide direttamente su scelte che normalmente vengono prese su base industriale.

Il timing delle assunzioni, la trasformazione dei contratti e la programmazione dell’organico assumono una valenza anche fiscale.

In altri termini, la gestione del personale non è più solo una decisione organizzativa, ma diventa una leva economica e finanziaria.

Errori più frequenti nelle applicazioni pratiche

Nella pratica operativa emergono alcune criticità ricorrenti.

La più frequente è considerare solo i contratti a tempo indeterminato senza verificare l’andamento complessivo dell’organico.

Un altro errore è ignorare il limite legato all’incremento del costo del personale, creando aspettative di beneficio non sostenibili.

Infine, nelle realtà strutturate, viene spesso sottovalutata la dimensione di gruppo.

Questi aspetti non emergono sempre in fase di pianificazione, ma diventano rilevanti in sede di controllo.

Supporto operativo: quando la norma diventa strategia

La maxi-deduzione è uno strumento efficace, ma richiede un approccio integrato tra area fiscale, HR e controllo di gestione.

Non si tratta solo di applicare una norma, ma di capire come questa incide sulla struttura economica dell’impresa.

Nel nostro studio affianchiamo imprenditori e CFO proprio in questa fase, traducendo la normativa in scenari concreti e misurando l’impatto sulle decisioni aziendali.

Se stai pianificando nuove assunzioni o vuoi capire se il tuo modello organizzativo può beneficiare della misura, una simulazione preliminare è il modo più efficace per evitare errori e cogliere il vantaggio reale.

Conclusioni

La maxi-deduzione nuove assunzioni è una misura semplice nella struttura ma potente negli effetti.

Funziona solo se c’è crescita reale, ma proprio per questo diventa uno strumento di pianificazione efficace.

Il punto non è solo accedere al beneficio, ma utilizzarlo in modo consapevole all’interno della strategia aziendale.

In un contesto di pressione fiscale elevata, la capacità di trasformare il costo del lavoro in leva fiscale può fare una differenza significativa sui risultati.

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Tiziano Beneggi

Giugno 9, 2026

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