Contributi fiere internazionali Lombardia 2026: secondo sportello per PMI

I contributi fiere internazionali Lombardia 2026 tornano con il secondo sportello della misura PR FESR 2021-2027, Azione 1.3.1, destinata a sostenere la partecipazione delle micro, piccole e medie imprese alle manifestazioni fieristiche internazionali che si svolgono in Lombardia.

Il bando, pubblicato sul portale Bandi e Servizi di Regione Lombardia il 13 luglio 2026, prevede una dotazione finanziaria di 4.668.350 euro e un contributo a fondo perduto fino a 15.000 euro per i nuovi espositori e fino a 8.000 euro per espositori abituali o imprese già beneficiarie del precedente sportello.

Le domande possono essere presentate dalle ore 10 del 30 luglio 2026, esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma Bandi e Servizi. La procedura è valutativa a sportello: non basta arrivare presto, perché il progetto deve superare la valutazione di merito, ma l’ordine cronologico resta determinante per l’accesso alle risorse disponibili.

Risposta breve

Il secondo sportello dei contributi fiere internazionali Lombardia 2026 finanzia la partecipazione delle PMI a una o due fiere internazionali in Lombardia, inserite nel calendario fieristico regionale, con data di inizio tra il 1° settembre 2026 e il 31 dicembre 2027. Il contributo copre il 50% dei costi ammissibili, con possibile aumento fino al 60% per microimprese e startup. Il contributo massimo è di 15.000 euro per nuovi espositori e 8.000 euro per espositori abituali o già beneficiari. La domanda apre il 30 luglio 2026 alle ore 10.

Chi può presentare domanda

Possono accedere alla misura le micro, piccole e medie imprese, secondo la definizione dell’allegato I del regolamento UE 651/2014, iscritte al Registro delle Imprese e attive alla data di presentazione della domanda.

L’impresa deve avere almeno una sede operativa attiva in Lombardia al momento dell’erogazione del contributo. Può quindi presentare domanda anche chi non ha ancora una sede operativa attiva in Lombardia al momento dell’invio, purché si impegni ad attivarla entro la richiesta di erogazione.

Sono richiesti anche la regolarità contributiva, verificata tramite DURC, e il rispetto dell’obbligo di stipula della polizza contro i danni da eventi catastrofali, secondo la disciplina introdotta dalla legge 30 dicembre 2023, n. 213 e successivamente coordinata dal decreto legge 31 marzo 2025, n. 39.

Restano escluse le imprese in liquidazione giudiziale, concordato liquidatorio, concordato semplificato, liquidazione controllata o altre procedure estintive equivalenti previste dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Sono inoltre escluse le imprese colpite da sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 231/2001 o da altre sanzioni che comportino il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.

Settori esclusi e requisiti da mantenere

Il bando prevede alcune esclusioni settoriali. Non possono partecipare, in linea generale, i soggetti con codice Ateco primario sezione A, relativo ad agricoltura, silvicoltura e pesca, salvo le imprese agromeccaniche iscritte all’Albo regionale previsto dalla legge regionale Lombardia 31/2008. Sono escluse anche le imprese con codice primario o prevalente sezione K, cioè attività finanziarie e assicurative.

Sono inoltre esclusi i soggetti che rientrano nelle esclusioni del regolamento UE 2023/2831 sugli aiuti de minimis e quelli attivi nella fabbricazione, trasformazione e commercializzazione del tabacco e dei prodotti del tabacco, in coerenza con l’articolo 7 del regolamento UE 2021/1058.

I requisiti di ammissibilità devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e mantenuti fino all’erogazione dell’agevolazione. Fanno eccezione la dimensione d’impresa e la regolarità contributiva, che il bando indica come oggetto di verifica al momento della concessione.

Questo profilo è operativo: un’impresa che presenta domanda deve monitorare la propria posizione fino alla liquidazione del contributo. La perdita di un requisito prima dell’erogazione può incidere sull’esito della misura.

Fiere ammissibili: solo eventi internazionali in Lombardia

I progetti devono riguardare la partecipazione dell’impresa a una o al massimo due fiere di livello internazionale che si svolgono in Lombardia. Le fiere devono essere inserite nel calendario fieristico regionale approvato annualmente da Regione Lombardia.

La data di inizio della manifestazione deve essere compresa tra il 1° settembre 2026 e il 31 dicembre 2027. Non sono ammissibili domande relative a fiere già concluse al momento della presentazione della domanda.

La partecipazione deve avvenire come espositore diretto, titolare dell’area espositiva. Sono esclusi i casi di partecipazione come co-espositore o impresa rappresentata, così come i casi in cui i costi vengano rifatturati da soggetti terzi, ad esempio associazioni di categoria.

Il bando sostiene quindi una presenza fieristica diretta e riconoscibile dell’impresa, non una partecipazione indiretta o mediata. Questo aspetto va verificato prima di firmare contratti con organizzatori, aggregatori o intermediari.

Nuovi espositori, espositori abituali e imprese già beneficiarie

Il bando distingue tre categorie.

I nuovi espositori sono le imprese che, per tutte le fiere indicate nel progetto, non hanno partecipato alle precedenti tre edizioni, se la fiera ha cadenza annuale o semestrale inferiore, oppure alle precedenti due edizioni, se la fiera ha cadenza biennale o superiore.

Gli espositori abituali sono invece le imprese che, relativamente ad almeno una delle fiere indicate nel progetto, hanno già partecipato almeno una volta nelle precedenti edizioni.

La terza categoria comprende le imprese già beneficiarie alle quali, al momento della domanda, è già stato concesso un contributo non decaduto nel precedente sportello del bando approvato con decreto dirigenziale n. 11499 del 25 luglio 2024.

La distinzione non è solo descrittiva: incide sul massimale del contributo e sulla ripartizione delle risorse. Ai nuovi espositori è riservato un quarto della dotazione finanziaria, pari a 1.167.087,50 euro. Agli espositori abituali e alle imprese già beneficiarie sono destinati tre quarti delle risorse, pari a 3.501.262,50 euro.

Importo del contributo e intensità di aiuto

L’agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. L’intensità base è pari al 50% dei costi ammissibili.

Sono previste due premialità: 5% per le microimprese e 5% per le startup, intese come imprese iscritte al Registro delle Imprese e attive da non più di 24 mesi. L’intensità massima concedibile può quindi arrivare al 60% dei costi ammissibili.

Il contributo massimo è pari a 15.000 euro per i nuovi espositori e a 8.000 euro per gli espositori abituali e per le imprese già beneficiarie del precedente sportello. Non sono ammissibili progetti con costi inferiori a 6.000 euro.

Il punto pratico è che il massimale non coincide automaticamente con l’importo spettante. Occorre calcolare i costi ammissibili secondo le regole del bando, applicare l’intensità corretta e poi verificare il limite massimo previsto per la categoria dell’impresa.

Costi ammissibili: unità di costo standard e forfait

La misura utilizza opzioni di costo semplificate. Questo significa che non tutti i costi vengono rimborsati sulla base della spesa effettivamente documentata, ma attraverso parametri standard e percentuali forfettarie.

Il costo principale riguarda la partecipazione alla fiera, riconosciuta in maniera forfettaria nella misura di 440 euro per metro quadro di superficie espositiva affittata. Si tratta di un costo unitario standard individuato dalla deliberazione di Giunta regionale XII/2827 del 22 luglio 2024.

A questo importo si aggiungono i costi diretti per il personale, riconosciuti in misura forfettaria pari al 20% della voce relativa alla partecipazione fieristica. I costi indiretti sono invece riconosciuti in misura forfettaria pari al 7% della somma tra costi di partecipazione e costi diretti di personale.

Il sistema semplifica la rendicontazione, ma richiede precisione nella costruzione del progetto. La superficie espositiva affittata diventa il dato da cui dipende la parte principale del contributo. Errori o incoerenze nel contratto di partecipazione possono incidere sull’intero calcolo.

Regime de minimis e divieto di cumulo sulle stesse spese

Il bando opera in regime de minimis ai sensi del regolamento UE 2023/2831. L’impresa deve quindi verificare il plafond disponibile nell’arco temporale rilevante e dichiarare correttamente gli aiuti ricevuti.

Il cumulo non è ammesso con altre agevolazioni concesse per le medesime spese, se qualificabili come aiuti di Stato, comprese quelle concesse a titolo de minimis. Il bando esclude anche il cumulo con agevolazioni che non si qualificano come aiuti di Stato sulle stesse spese.

La regola serve a evitare duplicazioni di finanziamento sul medesimo costo. Una PMI che intende utilizzare altre misure per la stessa partecipazione fieristica deve quindi verificare prima se il cumulo sia consentito o se sia necessario scegliere una sola agevolazione.

Il controllo va effettuato non solo al momento della domanda, ma anche prima della rendicontazione. L’eventuale ottenimento di un altro contributo sulle stesse spese può diventare un problema in fase di erogazione o controllo.

Domanda telematica dal 30 luglio 2026

La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite il sistema informatico Bandi e Servizi di Regione Lombardia, a partire dalle ore 10 del 30 luglio 2026. Lo sportello resterà aperto fino a esaurimento delle risorse.

La procedura è valutativa a sportello. Le domande sono esaminate in ordine cronologico, ma devono raggiungere una soglia minima nella valutazione di merito. L’accoglimento non dipende quindi solo dall’orario di invio: il progetto deve essere coerente con gli obiettivi della misura e completo nella documentazione richiesta.

Lo sportello sarà sospeso quando il valore dei contributi richiesti con le domande pervenute supererà del 25% la dotazione finanziaria disponibile. È una clausola importante, perché può chiudere anticipatamente l’accesso anche prima dell’effettivo esaurimento istruttorio delle risorse.

Ogni impresa può ottenere il finanziamento di una sola domanda sul secondo sportello. Una seconda domanda è possibile solo dopo non ammissione, rinuncia o decadenza della prima, previa approvazione di apposito atto del soggetto gestore.

Bandi pubblici: perché forma e tempi sono decisivi

Nelle agevolazioni a sportello, forma e tempi hanno un peso concreto. La domanda deve essere completa, coerente e trasmessa attraverso il canale previsto. L’invio tardivo, la documentazione incompleta o la mancata corrispondenza tra progetto e requisiti del bando possono compromettere l’accesso al contributo.

La giurisprudenza amministrativa valorizza stabilmente il principio della lex specialis del bando: le regole contenute nell’avviso vincolano sia l’amministrazione sia i partecipanti. Termini, requisiti, modalità di invio, documenti richiesti e criteri di valutazione non possono essere trattati come formalità irrilevanti quando incidono sulla parità di trattamento tra le imprese.

Nel caso delle fiere internazionali in Lombardia, questa impostazione è ancora più rilevante perché lo sportello è valutativo e cronologico. Una pratica preparata male può essere superata da domande successive ma più solide, oppure finire fuori dalla finestra utile se lo sportello viene sospeso.

Gli errori da evitare

Il primo errore è candidare una fiera non presente nel calendario fieristico regionale o con data di inizio fuori dal periodo ammesso. Il secondo è presentare domanda per una fiera già conclusa.

Il terzo errore è partecipare come co-espositore o impresa rappresentata, pensando che la presenza nello stand sia sufficiente. Il bando richiede la partecipazione come espositore diretto, titolare dell’area espositiva.

Il quarto errore è sottovalutare la categoria di appartenenza. Nuovo espositore, espositore abituale e impresa già beneficiaria hanno massimali e risorse dedicate diverse. Una classificazione errata può alterare il contributo richiesto.

Il quinto errore riguarda il de minimis e il cumulo. Prima di presentare domanda occorre verificare gli aiuti già ricevuti e l’assenza di altri contributi sulle stesse spese.

Infine, va controllata la polizza catastrofale. Il bando richiama espressamente l’obbligo previsto dalla normativa nazionale: non essere in regola può bloccare la partecipazione o l’erogazione.

In sintesi

I contributi fiere internazionali Lombardia 2026 finanziano la partecipazione diretta delle PMI a una o due fiere internazionali in Lombardia, inserite nel calendario regionale, con inizio tra il 1° settembre 2026 e il 31 dicembre 2027. La dotazione è di 4.668.350 euro. Il contributo copre il 50% dei costi ammissibili, con premialità fino al 60% per microimprese e startup. Il massimale è di 15.000 euro per nuovi espositori e 8.000 euro per espositori abituali o imprese già beneficiarie. Le domande aprono il 30 luglio 2026 alle ore 10 su Bandi e Servizi, con procedura valutativa a sportello e possibile sospensione al superamento del 125% della dotazione richiesta.

Come prepararsi prima dell’apertura dello sportello

Le imprese interessate dovrebbero verificare subito la fiera scelta, controllando che sia internazionale, localizzata in Lombardia e inserita nel calendario regionale. Occorre poi accertare se l’impresa sia nuovo espositore, espositore abituale o già beneficiaria del precedente sportello, perché da questa classificazione dipendono massimale e quota di risorse.

Il secondo passaggio riguarda i requisiti soggettivi: PMI attiva, iscrizione al Registro Imprese, sede operativa in Lombardia al momento dell’erogazione, DURC, polizza catastrofale, assenza di procedure liquidatorie e rispetto dei limiti de minimis.

Il terzo passaggio è economico. La superficie dello stand, il costo unitario standard da 440 euro al metro quadro, il forfait del 20% per personale e il 7% per costi indiretti devono essere coerenti con il progetto e con il contributo richiesto.

Per le PMI lombarde, il secondo sportello può finanziare una presenza fieristica utile a consolidare export, relazioni commerciali e visibilità internazionale. Chi vuole verificare l’ammissibilità della propria partecipazione può richiedere un controllo interno prima dell’invio, così da arrivare al 30 luglio con progetto, requisiti e documentazione già allineati.

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Tiziano Beneggi

Luglio 16, 2026

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