L’accesso alle agevolazioni per la transizione energetica non è più un’opzione: è una scelta strategica che può determinare la sopravvivenza e la crescita di un’impresa agricola. Nel contesto del PNRR, la Facility Parco Agrisolare costituisce una delle misure più significative per ridurre i costi energetici, innovare la struttura produttiva e migliorare la sostenibilità aziendale. La dotazione complessiva di 789 milioni di euro in contributi a fondo perduto offre un’opportunità reale per impianti fotovoltaici e interventi di efficienza energetica su edifici strumentali.
Tuttavia, l’opportunità non si coglie con l’invio di una pratica qualsiasi: richiede una analisi tecnica accurata, una progettazione finanziaria integrata e una conoscenza precisa dei criteri di ammissibilità. In questo articolo offriamo una guida concreta, operativa e orientata al risultato.
1. Quali imprese possono partecipare e con quali requisiti
Possono presentare domanda, nel rispetto dei requisiti di legge:
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Imprenditori agricoli (individuali o societari), con attività prevalente di produzione primaria;
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Imprese agroindustriali;
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Cooperative agricole e loro consorzi, comprese comunità energetiche rinnovabili (CER);
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Forme aggregate quali ATI, RTI, reti d’impresa.
Requisiti sostanziali di accesso:
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Iscrizione attiva al Registro delle Imprese;
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Capacità di contrarre con la pubblica amministrazione;
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Regolarità contributiva (DURC);
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Assenza di fallimento o procedure concorsuali, salvo concordato preventivo con continuità;
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No provvedimenti di revoca totale di agevolazioni nei 3 anni precedenti, salvo rinunce;
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Non essere impresa in difficoltà secondo il Regolamento GBER.
Nota cruciale: sono esclusi gli operatori esonerati dalla contabilità IVA con volume d’affari < 7.000 € (salvo soccida con contratto > 7.000 € nell’anno precedente). Questo dato incide sulla capacità di accedere alla misura e va verificato prima di ogni progettazione.
2. Cosa finanzia il bando (progetti ammissibili)
La misura sostiene impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, con priorità all’autoconsumo o all’autoconsumo condiviso (se in forma aggregata).
Interventi ammissibili collegati:
Oltre all’impianto fotovoltaico, possono essere realizzati uno o più interventi di riqualificazione energetica se coerenti con l’impianto principale:
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Rimozione e smaltimento di amianto o eternit dai tetti, a cura di ditte abilitate;
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Isolamento termico del tetto con relazione tecnica che giustifichi il grado di coibentazione;
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Sistemi di aerazione/benessere animale, tramite tetti ventilati e camini di evacuazione aria.
Principio imprescindibile: ogni intervento deve rispettare il principio DNSH (“Do Not Significant Harm”) e le normative ambientali nazionali e UE.
Vincoli sul fotovoltaico
Per le aziende agricole di produzione primaria la vendita di energia in rete è consentita solo nel rispetto dei limiti annuali di autoconsumo o autoconsumo condiviso. Questo vincolo richiede attenzione nella fase di profilo energetico e nella modellazione economica dell’investimento.
3. Dotazione finanziaria e criteri di riparto
La dotazione complessiva di 789 milioni di euro è divisa come segue:
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473 milioni di € — imprese di produzione agricola primaria (con vincolo di autoconsumo);
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140 milioni di € — imprese di produzione primaria (senza vincolo di autoconsumo);
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150 milioni di € — imprese di trasformazione di prodotti agricoli;
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10 milioni di € — imprese di trasformazione in prodotti non agricoli.
Regola operativa: l’impresa può presentare una sola domanda per una sola linea finanziaria. Se vengono presentate domande su due linee, ne verrà valutata una sola.
Limiti di spesa ammissibile
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Fotovoltaico: 1.500 € / kWp (limite di riferimento normativo);
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Sistemi di accumulo e colonnine di ricarica: soggetti ad aggiornamenti nei singoli Avvisi.
4. Cumulabilità con altri incentivi
La misura non è soggetta al regime “de minimis”. Tuttavia:
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può cumulare con altri aiuti di Stato o misure nazionali/UE, purché non si superino le intensità di aiuto previste;
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non possono essere finanziati gli stessi costi in più misure né quote di costo duplicate.
Questa regola apre spazi di intervento combinati, ma richiede competenza nella progettazione per non incorrere in errori di cumulo e violazioni normative.
5. Iter procedurale e priorità di selezione
Al momento il bando è in attivazione: saranno pubblicati a breve i singoli Avvisi di selezione.
Criteri di priorità dichiarati:
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Progetti che non hanno già beneficiato di risorse della misura M2C1‑2.2 “Parco Agrisolare”;
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Proponenti iscritti alla “Rete agricola di qualità” (legge 116/2014 e ss.mm.ii.).
Queste priorità non sono semplici “preferenze”: nei bandi a sportello competitivo possono determinare l’esclusione o la graduatoria di ammissione.
6. Esempi pratici per comprendere l’applicazione reale
Esempio 1 – azienda zootecnica
Un allevamento di suini in Emilia‑Romagna con capannoni di 300 kWp:
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Installazione fotovoltaica + isolamento tetto + ventilazione naturale;
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Energia prodotta destinata in autoconsumo per pompe di stoccaggio, ventilazione e impianti d’illuminazione;
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Contributo a fondo perduto copre la quota significativa dell’investimento;
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Risparmio energetico medio stimato: 25‑35% annuo sui costi elettrici.
Impatto strategico: riduzione costi operativi, innalzamento standard ambientali e maggiore competitività nei bandi di filiera.
Esempio 2 – agriturismo con laboratorio
Una struttura agrituristica in Toscana con laboratorio di trasformazione e vendita diretta:
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Installazione impianto fotovoltaico da 70 kWp con sistema di accumulo;
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Sostituzione copertura eternit e miglioramento isolamento;
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Energia per cucina, climatizzazione e macchinari di trasformazione;
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Maggiore appeal commerciale verso consumatori attenti alla sostenibilità.
Risultato operativo: riduzione degli oneri energetici e rafforzamento del posizionamento di mercato con certificazioni green.
Pianificare e gestire una misura come il Parco Agrisolare richiede competenze multidisciplinari:
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analisi tecnica e normativa dettagliata, per verificare ammissibilità e strutturare il progetto;
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ottimizzazione finanziaria, per massimizzare il contributo combinato con altri incentivi;
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preparazione documentale rigorosa, per evitare esclusioni in fase di istruttoria;
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assistenza nella sostenibilità economica post‑agevolazione, per valutare impatti di lungo periodo.