In un contesto in cui il settore agroalimentare richiede investimenti sempre più consistenti per garantire sostenibilità, innovazione e competitività, la misura “Ismea Investe 2026” si configura come uno strumento ad alto impatto per accompagnare le imprese agricole in operazioni strutturali e di lungo periodo. Con una dotazione di 50 milioni di euro, la misura consente alle società di capitali agricole di accedere a finanziamenti agevolati fino a 20 milioni di euro, con tassi inferiori al mercato e durata fino a 15 anni. Il bando è aperto fino al 15 maggio 2026 e prevede una procedura a sportello.
L’obiettivo reale della misura non è solo facilitare l’accesso al credito, ma spingere le imprese verso un salto di qualità: rafforzamento patrimoniale, innovazione tecnologica, integrazione di filiera e digitalizzazione. In questo scenario, la differenza non la fa chi investe, ma chi lo fa con metodo e visione.
Soggetti beneficiari
Possono accedere alla misura:
- società di capitali, anche cooperative, attive nella produzione agricola primaria;
- società che operano nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
- società partecipate almeno al 51% da imprenditori agricoli o cooperative agricole a mutualità prevalente attive nella logistica o distribuzione di prodotti agricoli.
Sono escluse:
- le società già beneficiarie di finanziamenti ISMEA 2019, 2021, 2022;
- i soggetti appartenenti a gruppi societari in cui vi siano imprese già agevolate nei suddetti bandi o partecipate da ISMEA;
- le imprese in liquidazione, con procedure concorsuali, o in difficoltà finanziaria.
Tutti i soggetti devono:
- avere stabile organizzazione in Italia;
- essere iscritti al Registro delle imprese;
- essere in regola con il DURC;
- disporre di bilanci certificati per almeno tre esercizi.
Progetti ammissibili
Gli interventi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e riguardare:
- investimenti in attivi materiali e immateriali per la produzione agricola;
- trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
- trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (nelle zone previste dalla Carta degli Aiuti a finalità regionale);
- logistica e distribuzione di prodotti agricoli, anche tramite piattaforme digitali;
- produzione di energia da fonti rinnovabili da parte di PMI agroindustriali.
Sono ammissibili:
- opere edili e miglioramenti fondiari;
- macchinari, impianti, attrezzature;
- software, soluzioni cloud, licenze, marchi, brevetti;
- costi generali (studi di fattibilità, consulenze tecniche, architetti, ingegneri).
Il progetto deve essere completato e rendicontato secondo le scadenze previste dal contratto di finanziamento.
Tipo di agevolazione ed entità dello stanziamento
La misura prevede un finanziamento agevolato con:
- tasso non inferiore allo 0,50%;
- durata massima 15 anni, con pre-ammortamento fino a 5 anni;
- erogazione per Stato Avanzamento Lavori (SAL);
- agevolazione calcolata in Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL).
Intensità massima di aiuto:
- 65% piccole imprese;
- 60% medie imprese;
- 55% grandi imprese;
- fino al 20% per trasformazione in non agricoli in zone non assistite (10% per medie imprese).
Cumulabilità
Il contributo è cumulabile con altri aiuti pubblici, nel rispetto delle intensità massime previste. È espressamente vietato il doppio finanziamento sugli stessi costi o componenti.
Iter procedurale
La domanda può essere presentata dalle ore 12:00 dell’8 gennaio 2026 alle ore 12:00 del 15 maggio 2026. Ogni impresa può presentare una sola domanda. La procedura è valutativa a sportello.
Documentazione necessaria:
- visura Centrale Rischi aggiornata (ultimi 12 mesi);
- studio di fattibilità firmato digitalmente dal legale rappresentante;
- bilanci degli ultimi 3 esercizi;
- certificazione urbanistica delle particelle oggetto di investimento;
- preventivi su carta intestata;
- per grandi imprese: scenario controfattuale.
Esempi pratici di applicazione
Caso 1 – Cooperativa di trasformazione in zona assistita Una cooperativa ortofrutticola in Calabria presenta un progetto da 5,8 milioni per ampliare lo stabilimento, dotarlo di una linea automatizzata di confezionamento e implementare un sistema di gestione in cloud. Essendo in zona 107.3.a TFUE, ottiene un finanziamento agevolato al 60%, con durata di 12 anni.
Caso 2 – PMI logistica con piattaforma digitale Una società in Emilia-Romagna, partecipata da produttori agricoli, investe 3 milioni in una piattaforma B2B per ottimizzare la distribuzione dei prodotti agroalimentari e un hub logistico. Rientrando nei requisiti soggettivi e oggettivi, ottiene il finanziamento agevolato al 65% con 3 anni di pre-ammortamento.
Perché rivolgersi a Beneggi e Associati
L’accesso a misure come Ismea Investe non è una pratica finanziaria, ma un processo di posizionamento strategico. Lo Studio Beneggi e Associati affianca le imprese nel:
- selezionare le linee di investimento coerenti con il proprio assetto societario;
- costruire una progettualità compatibile con le normative europee e nazionali;
- redigere business plan, scenari controfattuali e piani finanziari conformi ai criteri GBER;
- integrare correttamente la misura con altre agevolazioni senza violare i limiti di cumulo.