Chi può accedere al bando
Possono presentare domanda le imprese che hanno aperto una nuova sede legale e operativa o una nuova unità locale di commercio al dettaglio in sede fissa di prodotti alimentari e generi di prima necessità in comuni o frazioni sprovvisti di tali attività da almeno sei mesi. L’impresa deve essere attiva dal 1° giugno 2025 e mantenere l’attività per almeno tre anni se piccola impresa e cinque anni se media o grande impresa. Sono esclusi i soggetti che hanno già beneficiato dei contributi della misura Nuova Impresa negli sportelli 2025 e 2026 e chi apre attività diverse dal commercio di generi alimentari e di prima necessità.
Requisiti e vincoli
Per accedere al contributo è necessario allegare alla domanda l’attestazione del Comune competente che certifichi l’assenza di altre attività analoghe sul territorio da almeno sei mesi e la rispondenza dell’iniziativa ai bisogni della popolazione residente. Per ciascun codice Ateco ammissibile è consentita una sola domanda per comune o frazione. L’impresa deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa sul regime de minimis e non deve essere in stato di liquidazione o sottoposta a procedure concorsuali.
Spese ammissibili
Sono ammissibili le spese sostenute dopo il 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026, relative all’avvio della nuova attività. Le spese in conto capitale comprendono l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature e arredi nuovi, inclusi montaggio e trasporto, software gestionale e applicazioni aziendali, licenze d’uso, hardware nuovo, registrazione e sviluppo di marchi e certificazioni di qualità. Le spese in conto corrente includono onorari notarili e costi di costituzione, consulenze specialistiche per marketing, logistica, produzione, organizzazione, contrattualistica e fiscalità, canoni di locazione della sede operativa, sviluppo di piani di comunicazione e strumenti pubblicitari. Sono riconosciute spese generali forfettarie pari al 7% dei costi ammissibili. Le spese correnti non possono superare il 20% del costo totale del progetto.
Importo del contributo
Il contributo è a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 40.000 euro per comuni o frazioni totalmente sprovvisti di attività di commercio al dettaglio di generi alimentari e di prima necessità e di 20.000 euro per comuni o frazioni dove sono presenti altre attività analoghe con codici Ateco diversi da quello oggetto della domanda. L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro. Il contributo è concesso nel rispetto del regolamento de minimis e, in caso di superamento dei massimali previsti, sarà ridotto per rientrare nei limiti.
Iter di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata online con procedura a sportello, allegando la documentazione richiesta, tra cui l’attestazione del Comune e il progetto dettagliato con piano delle spese. La valutazione avviene in base all’ordine cronologico di presentazione. È fondamentale predisporre correttamente gli allegati e rispettare i requisiti per evitare esclusioni. La misura è attualmente in fase di attivazione e nelle prossime settimane sarà pubblicato il bando attuativo con le modalità operative.
Aggiornamenti normativi e prassi recenti
La misura si inserisce nel quadro delle politiche regionali per il sostegno alle aree interne e per la valorizzazione dei piccoli comuni, in linea con le disposizioni europee sugli aiuti di Stato e con il regolamento de minimis. La prassi recente conferma l’importanza di garantire la continuità delle attività finanziate e di rispettare i vincoli temporali per evitare la revoca del contributo. Le circolari attese per il 2026 forniranno ulteriori chiarimenti sulle modalità di rendicontazione e sui controlli.
Come prepararsi alla domanda
Per accedere al contributo è consigliabile predisporre una check list che includa la verifica dei requisiti, la raccolta della documentazione comunale, la definizione del piano di spesa e la pianificazione delle attività. La corretta gestione della domanda consente di ottenere il contributo e di avviare l’attività in modo conforme alle regole. È opportuno valutare l’impatto dell’investimento sul bilancio e pianificare la sostenibilità economica dell’iniziativa per rispettare il vincolo di mantenimento dell’attività.