Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha recentemente aperto il bando “Promozione marchi collettivi e di certificazione 2025”, una misura pensata per sostenere la promozione sui mercati esteri dei marchi che rappresentano identità produttive e qualità italiana. Si tratta di un’opportunità concreta per consorzi, associazioni e organismi titolari di marchi collettivi o di certificazione che intendono rafforzare la propria competitività e visibilità internazionale.
La misura non è un “contributo generico”: è strutturata per finanziare progetti di promozione estera con impatti misurabili, coerenti con le strategie di internazionalizzazione e con gli obiettivi di tutela dei sistemi produttivi locali e nazionali. L’approccio richiesto richiede accuratezza progettuale, capacità di definire risultati attesi e un’idea chiara di come le iniziative possano generare valore per l’intero sistema rappresentato dal marchio.
Chi può partecipare
Possono accedere al bando:
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Associazioni rappresentative delle categorie produttive;
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Consorzi di tutela ai sensi dell’art. 53 della legge 128/1998;
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Organismi associativi o cooperativi titolari di marchi collettivi o di certificazione registrati secondo gli articoli 11 e 11‑bis del Codice della Proprietà Industriale;
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Soggetti che dispongono di un titolo formale scritto di gestione o uso del marchio, anche se non titolari.
I requisiti obbligatori includono: sede legale e operativa in Italia, regolarità contributiva (DURC), iscrizione al Registro delle Imprese (e al Registro delle Persone Giuridiche per le associazioni riconosciute), assenza di procedure concorsuali e regolarità assicurativa per calamità naturali.
Progetti ammissibili: concretezza e misurabilità
Il progetto presentato deve prevedere almeno due iniziative finalizzate alla promozione internazionale. Tra le tipologie ammissibili:
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partecipazione a fiere o saloni internazionali;
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eventi collaterali e incontri B2B con associazioni estere;
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seminari e workshop in Italia o all’estero;
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attività di comunicazione sul mercato straniero;
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creazione di comunità virtuali di supporto al marchio.
Le spese ammissibili comprendono costi di partecipazione a eventi, allestimenti, consulenze specialistiche, traduzioni, campagne pubblicitarie, trasporti e viaggi per un massimo di due dipendenti, media relation e servizi digitali.
Due esempi pratici
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Consorzio di tutela di un prodotto enogastronomico territoriale sviluppa un progetto per la partecipazione a due fiere internazionali (Amburgo e Tokyo), accompagnato da workshop con buyer esteri e una campagna di digital PR nei mercati target. Le attività includono traduzione dei materiali promozionali, consulenze per l’adattamento del messaggio e community online per stakeholder internazionali.
Risultato atteso: incremento delle richieste di distribuzione e apertura di nuovi canali commerciali. -
Associazione di produttori di tessile certificato propone open days virtuali e seminari con associazioni settore moda in Francia e USA, supportati da campagne social e video storytelling in lingua. Partecipano esperti per analisi di mercato e strategie di comunicazione.
Risultato atteso: visibilità del marchio presso buyer internazionali e incremento di contatti qualificati.
Agevolazioni e benefici
L’agevolazione è a fondo perduto e copre il 70% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 150.000 euro per beneficiario e un importo minimo richiedibile di 20.000 euro. La misura è in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831.
Scadenze e presentazione
Le domande possono essere inviate dal 17 dicembre 2025 al 30 gennaio 2026 esclusivamente tramite PEC all’indirizzo marchicollettivi2025@legalmail.it. La domanda deve includere il progetto dettagliato con obiettivi, iniziative e costi, indicatori di risultato e atti formali di conferimento o gestione del marchio se applicabili.
Perché considerare questa misura
Per un’organizzazione titolare di marchi collettivi o di certificazione, partecipare a questo bando significa:
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rafforzare la propria identità sui mercati internazionali;
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creare relazioni strutturate con partner esteri;
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ottenere risorse finanziarie per attività che spesso restano sottostimate nei budget aziendali;
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sviluppare competitività di sistema nell’economia globale.