La pubblicazione del bando nazionale “Student housing fund” da parte di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., con scadenza al 29 giugno 2026, apre una finestra operativa concreta per soggetti pubblici e privati interessati alla realizzazione o conversione di strutture adibite a residenze universitarie. Con una dotazione complessiva di 579 milioni di euro, l’intervento si inserisce nella Missione 4, Componente 1, del PNRR, a seguito della rimodulazione approvata dal Consiglio ECOFIN nel novembre 2025.
L’iniziativa ha un obiettivo chiaro: incrementare l’offerta di alloggi per studenti universitari, in particolare nelle aree urbane a forte domanda formativa e con carenza strutturale di posti letto. Il meccanismo di incentivo è basato sull’erogazione di un contributo a fondo perduto pari a 19.966,66 euro per ciascun posto letto effettivamente messo a disposizione, senza copertura delle spese di realizzazione.
Soggetti ammessi e requisiti progettuali
Possono presentare domanda:
- imprese e operatori economici ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. l), dell’allegato I.1 del D.Lgs. 36/2023;
- soggetti pubblici e privati di cui alla L. 338/2000;
- soggetti gestori o promittenti gestori di alloggi per studenti;
- enti istituzionali con finalità educative, anche in forma associata.
I progetti devono rispettare criteri precisi:
- minimo 18 posti letto per residenza;
- immobili situati in città sede di università legalmente riconosciute;
- destinazione prevalente a uso residenziale studentesco per almeno 12 anni;
- riserva minima del 30% dei posti a studenti fuori sede meritevoli, anche privi di mezzi;
- applicazione per 9 anni (dopo i primi 3 di gestione) di una “Tariffa Media Ridotta” pari ad almeno il 15% in meno rispetto al mercato;
- rispetto dei criteri DNSH (Do No Significant Harm);
- completamento dell’intervento entro il 15 maggio 2027.
Non sono ammessi progetti su immobili già attivi a fini residenziali per studenti da oltre 12 mesi dalla data di pubblicazione del bando, né progetti già destinatari di contributi pubblici specifici per lo stesso scopo.
Esempio 1: società di gestione patrimoniale in area metropolitana
Una società di gestione patrimoniale con sede a Torino intende riconvertire un ex edificio direzionale in una residenza universitaria da 100 posti letto. Il fabbricato, situato nel raggio di 1 km dal Politecnico, rispetta gli standard minimi previsti e si trova già nella piena disponibilità del soggetto proponente. L’incentivo atteso è pari a 1.996.666 euro. La struttura è progettata con camere doppie, spazi comuni, accessibilità completa e criteri di efficienza energetica. L’investimento risulta economicamente sostenibile grazie al supporto del contributo nei primi tre anni di gestione, integrato da convenzioni con l’ente regionale per il diritto allo studio.
Esempio 2: cooperativa edilizia in città universitaria del Mezzogiorno
Una cooperativa edilizia con sede a Bari possiede un immobile in disuso nei pressi del campus universitario. Il progetto prevede la realizzazione di 30 posti letto, con spazi condivisi e servizi di supporto. L’iniziativa è coerente con le finalità sociali della cooperativa e mira a garantire inclusività abitativa. Il contributo stimato è pari a circa 599.000 euro. L’obbligo di riserva del 30% dei posti per studenti privi di mezzi viene assolto tramite convenzione con l’ente DSU. Il posizionamento al Sud consente una valorizzazione strategica aggiuntiva.
Aspetti tecnici e scadenze
La richiesta di contributo deve essere trasmessa tramite portale telematico dedicato, a partire dal 20 gennaio 2026 e non oltre il 29 giugno 2026, ore 23:59. Il completamento dell’intervento è richiesto entro il 15 maggio 2027, per consentire le verifiche tecniche finali. L’erogazione del contributo deve avvenire entro il 30 giugno 2027.
La documentazione obbligatoria include:
- titolo di disponibilità o procedura di acquisizione dell’immobile;
- relazione illustrativa e piano di gestione;
- quadro economico e schema fac-simile Allegato 6;
- elaborati progettuali;
- IBAN intestato con dichiarazione tracciabilità finanziaria.
Il bando non rientra nel regime “de minimis” e richiede il rispetto del divieto di doppio finanziamento. Non sono rimborsabili i costi di ristrutturazione, nuova costruzione, restauro o efficientamento.
Per gli operatori del comparto immobiliare e infrastrutturale, il bando rappresenta uno strumento efficace per riconvertire asset esistenti, accedere a un mercato stabile (l’housing universitario) e contribuire a obiettivi ESG. L’impegno pluriennale richiesto è controbilanciato dalla stabilità dei flussi e dalla valorizzazione reputazionale dell’investimento.
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- business plan e modelli previsionali per sostenibilità economica;
- predisposizione della domanda e gestione dell’iter;
- definizione degli accordi con enti pubblici e universitari;
- supporto continuativo nella fase post-erogazione.
Un investimento senza visione è un rischio. Un’opportunità come il “Student housing fund” richiede competenze integrate, capacità di lettura normativa e gestione progettuale precisa.